Alfredo Cospito, detenuto a Bancali in regime 41bis, è in sciopero delle fame dal 20 ottobre

Franceschino Nieddu

Alfredo Cospito, detenuto a Bancali in regime 41bis, è in sciopero delle fame dal 20 ottobre

sabato 03 Dicembre 2022 - 10:55
Alfredo Cospito, detenuto a Bancali in regime 41bis, è in sciopero delle fame dal 20 ottobre

Nuoro. Scritte per la liberazione di Alfredo Cospito (foto S.Novellu)

Un appello di 70 avvocati di vari fori d’Italia, al quale si è aggiunto un documento del senatore Luigi Manconi, chiedono che al detenuto Alfredo Cospito (l’anarchico condannato all’ergastolo in quanto giudicato colpevole di aver gambizzato dieci anni fa Roberto Adinolfi, amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, e di due pacchi bomba fatti esplodere nella Scuola per allievi carabinieri di Fossano, in provincia di Cuneo), dal 20 ottobre in sciopero della fame, sia revocato il regime del 41 bis.

Cospito è stato trasferito nel carcere sassarese di  Bancali, il 1 dicembre ci sarà l’udienza sul ricorso presentato dai suoi legali, in merito all’applicazione di questa ulteriore restrizione, anche alcuni deputati e senatori (Peppe De Cristofaro, Ivan Scalfarotto, Nicola Frantoianni, Riccardo Maggi e Silvio Lai).

Secondo il senatore Luigi Manconi: “La gran parte del sistema mediatico e dei canali radiotelevisivi, per non parlare delle autorità politico – istituzionali continua a ignorare  il fatto. La vicenda di Cospito, che a oggi ha perso oltre 20 chili, con tutta la forza di un corpo che si espone alla prova crudele del digiuno, evidenzia la sua gravità. Occorre precisare che l’ostatività prevista dell’art. 41bis dell’ordinamento penitenziario viene applicata ai condannati che non abbiano collaborato con la magistratura, come quella di non godere dei benefici previsti, inoltre la finalità di questo trattamento è interrompere i rapporti tra il detenuto  e l’organizzazione criminale di appartenenza”.

“Ma l’applicazione di questa misura – aggiunge Manconi –  spesso trascende i limiti imposti dalla norma. Così che la reclusione in 41bis tende a tradursi in un sistema di privazioni e afflizioni, che nulla hanno con la ratio della legge e che rischiano di trasformarsi in altrettanti provvedimenti persecutori”.

“Il caso Cospito è, sotto questo profilo, esemplare. La corrispondenza a lui destinata viene trattenuta e questo limita la sua possibilità di comunicazione, di relazione con famigliari e amici, di rapporto con la propria area politica, di collaborazione all’attività di ricerca e di elaborazione, così come la socialità con altri reclusi”.

“Inoltre – affermano in un documento gli anarchici – trascorre l’ora d’aria in un cubicolo dai muri alti, che gli permettono di guardare solo il cielo attraverso una grata sul soffitto e in una cella di m. 2×3, dove non può tenere oggetti personali e neppure la biancheria, solo 4 libri, questi sono i motivi che l’hanno costretto  a iniziare lo sciopero della fame″.

Non è la prima volta che detenuti politici attuano il digiuno, ricordiamo che nella prima metà degli anni ’80, anche nel carcere speciale di Badu ‘e Carros a Nuoro, avevano fatto lo stesso esponenti del nucleo storico delle Brigate Rosse. Una iniziativa che sviluppò un forte dibattito in città, tra garantisti e non; c’era chi sosteneva di praticargli l’alimentazione forzata, chi diceva che il carcere speciale andava abolito; clamorosa fu l’azione di Don Bussu, allora cappellano del carcere, che la notte di Natale si rifiutò di celebrare la messa con queste parole: «Non posso celebrare la Messa in un luogo dove dei nostri fratelli attuano lo sciopero della fame, per delle privazioni estreme ai quali sono sottoposti».

Intanto dopo la manifestazione di solidarietà del 30 ottobre a Sassari, organizzata dagli anarchici, continuano le iniziative, sempre nella città turritana, il 1 dicembra in p.zza Azuni  e il 3 dicembra in p.zza Castello tutte alle ore 17.30, domenica 4 ore 16.00, presidio di fronte al carcere di Bancali, oltre a manifesti e scritte murali in altre zone della Sardegna.

F.Nieddu.

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