Il giardino dimenticato di Gonario Pinna: a Nuoro lo spazio donato ai bambini è ostaggio di degrado e incuria

Franceschino Nieddu

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Il giardino dimenticato di Gonario Pinna: a Nuoro lo spazio donato ai bambini è ostaggio di degrado e incuria

di Franceschino Nieddu
giovedì 18 Giugno 2026 - 12:26
Il giardino dimenticato di Gonario Pinna: a Nuoro lo spazio donato ai bambini è ostaggio di degrado e incuria

Giardini Pinna (f. S.Meloni)

Un’eredità morale e civile tradita, che oggi si presenta ai cittadini nuoresi sotto forma di un cancello sbarrato e di uno spazio verde sottratto alla collettività. Il giardino di via Gramsci, situato a breve distanza dal Santuario di Nostra Signora delle Grazie, versa da tempo in uno stato di completo e desolante abbandono. Quel polmone verde era stato originariamente donato all’Amministrazione Comunale dall’avvocato Gonario Pinna, illustre penalista nuorese e storica figura del socialismo locale, con un intento nobile e preciso: mettere una parte della sua proprietà a disposizione della città per creare un’area protetta e interamente riservata allo svago dei bambini. Nel 2022 l’Ente locale era anche intervenuto con un piano di restauro volto a restituire decoro e piena accessibilità al sito, installando nuovi giochi per l’infanzia, tracciando sentieri pedonali e attivando una fontanella pubblica per l’approvvigionamento dell’acqua.

Giardini Pinna (f. S. Meloni)

LA PARADOSSALE REALTÀ TRA INCURIA E VIDEOSORVEGLIANZA  – Di quell’intervento di riqualificazione, oggi, non rimane che il ricordo. Il parco, un tempo amato dall’avvocato Pinna e dai suoi concittadini, è diventato una distesa di erbacce alte e rifiuti stratificati. La rete metallica di protezione, posizionata lungo le ringhiere per delimitare l’area e garantire la sicurezza dei frequentatori, risulta ampiamente danneggiata e squarciata in più punti. Un cartello affisso alla recinzione esterna indica tuttora gli orari ufficiali di apertura e chiusura della struttura, insieme alle norme di comportamento prescritte per salvaguardare il bene comune; prescrizioni che appaiono paradossali di fronte a uno scenario di totale incuria. A rendere ancor più grottesca la situazione è la presenza, sempre sulla recinzione, di un cartello recante la dicitura “Zona video sorvegliata″. Una segnalazione che solleva spontanei interrogativi tra i passanti e i residenti della zona: da chi viene monitorata l’area, se i danneggiamenti sono evidenti? E soprattutto, a cosa serve la vigilanza elettronica se lo spazio resta interdetto alle famiglie? La cittadinanza chiede risposte chiare sui motivi per cui un simile patrimonio sia oggi inutilizzabile e sottratto ai piccoli nuoresi.

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