Colpo di scena e massima trasparenza nell’Aula del Consiglio comunale di Nuoro, dove l’insediamento del nuovo consigliere dei Riformisti in seno al PD, Graziano Mingioni, si è trasformato in un caso di rara onestà intellettuale e politica. Subentrato ufficialmente al posto del dimissionario Leonardo Moro come presidente dell’ISRE, in qualità di primo dei non eletti, Mingioni non si è limitato ai classici ringraziamenti di rito a Sindaco, Giunta e colleghi, ma ha scelto di inaugurare il proprio mandato spiazzando l’intera assembleca civica con una clamorosa ammissione pubblica sul proprio passato finanziario. Un’ammissione che lo ha reso garante di quei cittadini che ogni giorno devono affrontare la quotidianità tra spese ordinarie e pagando anche debiti con un fisco che non guarda in faccia a nessuno.
IL TESTIMONE EDITATO E LE LINEE PROGRAMMATICHE PER LA CITTÀ – Nel corso del suo intervento, il neo consigliere ha voluto innanzitutto rivolgere un sentito ringraziamento al predecessore Moro per il lavoro svolto e l’apporto garantito alla comunità, definendo il subentro come la raccolta di un testimone importante da portare avanti con serietà, rispetto delle istituzioni e spirito di servizio. Mingioni ha espresso profonda gratitudine verso i cittadini che hanno creduto nel suo progetto politico e che, con il proprio voto, gli hanno permesso di sedere in Aula; pur non essendo stato eletto inizialmente, ha sottolineato di aver sempre seguito con estrema attenzione i lavori del Consiglio, facendosi trovare pronto a dare il proprio contributo alla prima occasione utile. Un ringraziamento sincero è andato anche ai dipendenti comunali, molti dei quali ex colleghi, ricordati come figure essenziali che garantiscono la macchina amministrativa e i servizi lontano dai riflettori. Sul piano politico, Mingioni ha promesso un impegno basato sull’ascolto, sul dialogo e sulla collaborazione con tutte le sensibilità presenti, convinto che il bene di Nuoro debba prevalere sugli interessi di parte. Le sue priorità saranno orientate a portare nell’assemblea le istanze e le preoccupazioni concrete della popolazione, con un focus mirato su temi urgenti quali la casa, lo sport, la tutela dell’ambiente, le politiche giovani e l’inclusione sociale.
IL DETTAGLIO SUL DEBITO INTEGRALMENTE SALDATO – Il momento di massimo del discorso è arrivato tuttavia quando Mingioni ha deciso di condividere una riflessione personale ritenuta di assoluto valore pubblico, squarciando il velo su una situazione finanziaria privata. Il neo consigliere ha confessato apertamente che, al pari di tantissimi altri cittadini di Nuoro, anche lui ha dovuto fare i conti con un debito nei confronti del Comune. Entrando nel dettaglio delle cifre, Mingioni ha spiegato che la pendenza originaria ammontava a circa 2.500 euro ma che, con il passare degli anni, a causa di sanzioni, interessi e maggiorazioni previste dalle normative, la somma era lievitata fino a sfiorare i 7.000 euro. Per sgomberare il campo da qualsiasi strumentalizzazione, l’esponente dei Riformisti ha annunciato di aver appena provveduto a saldare l’importo in modo integrale. Un passo compiuto con sacrificio, ha concluso Mingioni, lo stesso sacrificio che ogni giorno affrontano tante persone in difficoltà economica che scelgono comunque, con dignità, di adempiere ai propri doveri fiscali nei confronti della collettività. “Non provo alcun imbarazzo nel dirlo pubblicamente. Al contrario, ritengo che chi assume un incarico istituzionale debba sempre agire nella massima trasparenza”, ha incalzato l’esponente politico.
LA QUESTIONE DI PRINCIPIO E IL RICHIAMO ALLA COSTITUZIONE – L’esperienza personale ha permesso al neo consigliere di comprendere ancora meglio le difficoltà che molte famiglie affrontano quando il peso di sanzioni e interessi trasforma un debito iniziale in una cifra sempre più difficile da sostenere. Mingioni ha svelato che nel 2023 presentò formalmente al Comune una richiesta di rateizzazione, chiedendo di poter accedere a una dilazione in analogia con quanto già applicato in situazioni per molti aspetti comparabili. Non chiedeva un favore né un trattamento speciale, ma semplicemente che la sua istanza fosse valutata secondo criteri analoghi a quelli applicati ad altri. Denunciando come l’indifferenza delle istituzioni sia sempre un problema quando un cittadino si rivolge ad esse confidando in un confronto trasparente e in una risposta motivata, Mingioni ha voluto porre una questione di principio che riguarda il rapporto tra istituzioni e cittadini, senza alimentare polemiche personali o contrapposizioni sterili. “Le regole possono essere rigorose e severe, ma devono essere uguali per tutti”, ha rimarcato con forza, ricordando che la fiducia nelle istituzioni nasce dalla certezza che ogni persona venga trattata con gli stessi diritti, gli stessi doveri e le stesse opportunità, richiamando il significato più autentico dell’articolo 3 della Costituzione sul principio di uguaglianza. Per questa ragione, il consigliere ha accolto con favore il percorso verso l’approvazione degli strumenti di definizione agevolata e delle misure che consentiranno a molti contribuenti di regolarizzare la propria posizione in modo più sostenibile. Pur avendo ormai definito la propria posizione, Mingioni ha parlato pensando a quei cittadini che oggi vivono in difficoltà e si sentono soli davanti alla complessità amministrativa, concludendo che le istituzioni devono pretendere il rispetto delle regole ma anche offrire soluzioni eque, poiché una comunità cresce quando nessuno si sente privilegiato e nessuno si sente dimenticato. Da oggi il suo impegno sarà volto a contribuire affinché il Comune sia sempre più vicino ai cittadini, specialmente a quelli che hanno meno strumenti per far sentire la propria voce.
