La storia. L’ATP festeggia i suoi primi 50 anni: dai romantici “postalini” ai bus più moderni

Sonia

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La storia. L’ATP festeggia i suoi primi 50 anni: dai romantici “postalini” ai bus più moderni

venerdì 07 Luglio 2023 - 09:08
La storia. L’ATP festeggia i suoi primi 50 anni: dai romantici “postalini” ai bus più moderni

L'ATP Nuoro ieri e oggi

I PRIMI 50 ANNI – Compie 50 anni l’ATP, l’azienda cittadina dei trasporti pubblici. A Nuoro, dal presidente Stefano Flamini sino al più giovane dipendente c’è l’orgoglio di celebrare il traguardo. Perché oggi l’ATP è diventata un’azienda moderna, con una settantina di lavoratori nel libro paga, bus di ultima generazione, una sede che sfrutta le tecnologie all’avanguardia, a partire da quelle improntate all’ecologismo di ogni azione.

Il parco macchine dell'ATP (F. Cronache Nuoresi)

Il parco macchine dell’ATP

IL 1973 – In un contesto cresciuto nel tempo, con corse verso aree vecchie e nuove della città e, ultimo impegno, la gestione dei posteggi a pagamento, assegnatagli dal Comune, ente che ne detiene la quota maggioritaria, integrata da una partecipazione della Provincia. Gli stessi equilibri societari di quando, nel 1973, il consorzio nasceva, dando subito luce all’azienda. «Un atto quello che sarà più di un embrione della realtà futura e del ruolo che l’ATP avrà a Nuoro», afferma Paolo Piras, 75 anni, dal 2006 a 2016 presidente dell’azienda. «Questo perché – spiega – già la nascita del nuovo sodalizio costituì un salto di qualità nel trasporto urbano. Il consorzio acquistò i bus nuovi, i “postalini” per i nuoresi e potenziò le corse quotidiane, raggiungendo altri quartieri di una città che in quegli anni cresceva e moltiplicava la sua superficie urbana». La parte avvincente, per certi versi, sta nel fatto che l’azienda era venuta su per necessità più che per previdente programmazione.

L’AUTOTRASPORTO PUBBLICO PUGGIONI – Proprio il 1973, che nel territorio coincideva con l’avvio dell’industrializzazione chimica, con la fabbrica a Ottana, era stato segnato a Nuoro dallo sciopero dei dipendenti della ditta di autotrasporto pubblico “Puggioni”. Titolare delle autorizzazioni regionali collegava i rioni del Nuraghe e Monte Gurtei con i Giardini. Ma a metà anno saltò tutto, per i contrasti tra conducenti e ditta. Fu un braccio di ferro senza termine. Tanto da far scendere in campo il prefetto Riccardo Boccia, per il quale c’erano gli estremi di una vertenza dalle pesanti ripercussioni sociali.

LA NASCITA DEL CONSORZIO – Fu così riunito un tavolo Comune capoluogo e Provincia, in cui fu chiesta la nascita di un consorzio. Lo presiedette Gianni Sotgiu, bancario, mentre alla testa dell’azienda fu chiamato il funzionario della motorizzazione, Francesco Fois. Scelte politiche, appannaggio delle forze del pentapartito, insieme al governo del Paese, nelle regioni, negli enti locali, che cavalcavano l’onda sempre lunga del potere, iniziato nell’immediato dopoguerra.

L'ATP in una foto d'epoca

L’ATP in una foto d’epoca

Nuove tratte, maggiori corse e una qualità nel trasporto che iniziava a dare i primi segni: «La cittadinanza gradì quei cambiamenti – racconta Piras – come conferma il fatto che c’erano sempre nuove richieste di altre tratte e un utilizzo in crescita». A bordo soprattutto anziani e studenti, che devono spostarsi dalle proprie residenze periferiche negli istituti di piazza Veneto e del vecchio centro urbano». Le due stanze del municipio che furono la prima sede del consorzio, sono state sostituite dai locali costruiti in via Montale. Mentre i mezzi avevano il loro ricovero a “Funtana Buddia”.

L'ingresso dell'ATP (foto C. Nuoresi)

L’ingresso dell’ATP

LA NUOVA SEDE – È l’antefatto della nuova sede, che sorgerà a “Sa Terra Mala”, in un terreno comunale. Lo stesso quartier generale dove oggi si celebra il mezzo secolo di attività. Il progetto è ambizioso, quello che parte all’inizio degli anni Duemila. Lo ricorda ancora Paolo Piras, che in quel periodo inizia il suo decennio alla presidenza: «Messa su l’idea – racconta – abbiamo iniziato le interlocuzioni con la Regione, per ottenere i finanziamenti. L’obiettivo era di dare finalmente una sede logistica all’ATP, che riunisse tutti i settori dell’azienda, da dove far partire ogni giorni i bus per il servizio nella città, che era cresciuta ulteriormente. L’altra esigenza – continua l’Ex presidente – di creare una struttura moderna, che utilizzasse le ultime tecnologie».

L’ATP OGGI – Tanto è stato voluto e altrettanto è stato raggiunto. Perché a “Sa Terra mala” si ragiona e si opera da grande azienda, anche con lo sguardo rivolto ad anticipare le scelte sui sistemi operativi ecocompatibili e la conversione verso i nuovi sistemi di trazione nel trasporto. Il primo sponsor di quanto fatto dai dirigenti degli ultimi anni, è proprio Piras: «L’Atp è oggi un’azienda importante, con una settantina di dipendenti, che hanno un livello culturale e professionale sempre più elevato. Il parco mezzi – aggiunge – è anch’esso adeguato, con maggiore confort e più frequenze nelle corse».

Tra i punti toccati da Paolo Piras non manca quello strettamente economico: «Mentre nel passato erano il Comune e la Provincia, a integrare gli introiti dei biglietti, ora il sistema si è rovesciato. L’azienda, infatti, opera con criteri di economicità – spiega l’ex presidente – e alla fine di ogni annata passa una parte degli utili ai due enti comproprietari del consorzio». Come dire, che il romantico “postalino”, oggi con le insegne della Mercedes, ha cambiato pelle, non solo esteriore. «Negli anni l’avanzamento del servizio – è il giudizio finale di Paolo Piras – è stato anche un modo per far sentire i nuoresi più vicini alle citta più attrezzate della penisola. Oggi, ci sono i presupposti – conclude – perché questo binomio continui e si consolidi».

Francesco Pirisi

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