Nuoro. Il Monte Ortobene: una potenziale area di sviluppo… ma solo sulla carta

Franceschino Nieddu

Nuoro. Il Monte Ortobene: una potenziale area di sviluppo… ma solo sulla carta

martedì 28 Febbraio 2023 - 11:24
Nuoro. Il Monte Ortobene: una potenziale area di sviluppo… ma solo sulla carta

Cartellonistica indicante il belvedere al Monte Ortobene

“Dopo le chine s’aprirono silenziose radure, circondate d’alberi che si slanciavano sui limpidi sfondi. Qua e là le roccie accavalcate parevano enormi sfingi; alcuni blocchi servivano da piedestalli a strani colossi, a statue mostruose appena abbozzate da artisti giganti; altri davano l’idea di are, di idoli immani, di simulacri di tombe dove la fantasia popolare racchiude appunto quei ciclopi che in epoche ignote sovrapposero forse le roccie dell’Orthobene, traforandole nelle cime con nicchie ed occhi, attraverso cui ride il cielo”. Scrive cosi Grazia Deledda nel 1900 nel romanzo il Vecchio della Montagna.

Ciclisti sotto la neve all'Ortobene (foto S.Novellu)

Ciclisti sotto la neve all’Ortobene (foto S.Novellu)

1900 – 2023 – Ancora oggi l’Ortobene è la montagna sacra di Nuoro, il luogo dell’anima dei nuoresi. Non è un monte qualunque, ma “su Monte“, come viene chiamato, il Monte e basta. Ma su Monte, evidentemente, non è altrettanto amato dalle amministrazioni che negli anni si sono succedute nella guida della città. Questa non vuole essere una critica ma semplicemente una constatazione, ovvero, che lo sviluppo della “nostra anima” è avvenuto solo sulla carta e mai nella realtà.

Il bar del Monte Ortobene

Ma  proseguiamo questa analisi, ovvero, se dopo tanto tribolare sono a buon punto i lavori dello storico bar in cima al Monte, storicamente alle sorelle Congiu e chiuso da anni in seguito al crollo della copertura, ancora sono tante le azioni da fare e i locali, in evidente stato di abbandono, sono alla mercé di sbandati e vandali (APPROFONDISCI).

A oggi sono inutilizzati anche l’ex casermetta di Polizia, i bagni pubblici, i campi da bocce, tutti di proprietà comunale, che potrebbero essere affidati con bando pubblico per essere gestiti e creare non solo sviluppo territoriale ma anche opportunità di lavoro.

L'Ex Albergo ESIT sul Monte Ortobene (foto S.Novellu)

L’Ex Albergo ESIT sul Monte Ortobene (foto S.Novellu)

Hotel ESIT: Si è parlato tanto del rilancio di questa struttura, anch’essa in stato di abbandono da decenni. Nel 2021 la proprietà è passata dalla Regione al Comune per il prezzo simbolico di un euro. L’Amministrazione comunale è risultata vincitrice di un bando da un milione di euro per convertire il vecchio hotel in centro benessere e una scuola di cucina, un progetto importante che dovrebbe dare centralità all’Ortobene. Ma, al momento, anche qui, ci fermiamo alla teoria.

Uno scorcio dell'hotel-ristorante Fratelli Sacchi

Uno scorcio dell’hotel-ristorante Fratelli Sacchi

Albergo e ristorante dei fratelli Sacchi – L’ultimo baluardo dell’ospitalità e dell’enogastronomia al Monte, è chiusa definitivamente dal 2018 e, a oggi, nessun imprenditore ha accettato la sfida del suo rilancio (APPROFONDISCI)

Chiesa Nostra Signora del Monte – In questa area, nel tempo, non si è pensato ad allestire un parapetto di protezione  davanti al dirupo di oltre 6 metri antistante il fianco della chiesetta, risalente al 1600 e che costituisce allo stato attuale un pericolo non solo per anziani e bambini ma un po per tutti.

Ci sono tante altre criticità segnalate nel tempo e mai affrontate se non sulla carta.  Bisognerebbe amare di più il nostro Monte che, come scriveva la Deledda: «L’Ortobene,  è uno solo in tutto mondo. È l’anima nostra, il nostro carattere, tutto ciò che vi è di grande e di piccolo, di dolce e puro e aspro e doloroso in noi».

F.Nieddu.

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