Addio a Al Jarreau, sofisticata voce jazz, pop e soul

Sonia

Addio a Al Jarreau, sofisticata voce jazz, pop e soul

lunedì 13 Febbraio 2017 - 13:04
Addio a Al Jarreau, sofisticata voce jazz, pop e soul

Un ritratto di Al Jarreau

Ricoverato da qualche giorno in ospedale a Los Angeles, si è spento oggi Al Jarreau.

La notizia è stata resa nota dal suo portavoce Joe Gordon che, al momento, non ha chiarito le cause del decesso. Il 9 febbraio erano stati annullati tutti i concerti in programma.

Oggi se n’è andato Al Jarreau, cantante che aveva portato le più sofisticate tecniche del canto jazz nel mondo della musica soul pop. Aveva 76 anni e da qualche tempo la sua salute era malferma: di recente, dopo un ricovero, aveva annullato il suo tour e aveva annunciato il ritiro dalla scena.

Al Jarreau era esploso sulla scena internazionale verso la fine degli anni ’70: era il 1977 e il doppio live Look To The Raimbow fece gridare al miracolo, aggiudicandosi il Grammy per il miglior album di jazz vocale.

Aveva trovato un modo di nuovo di utilizzare il canto jazz, di sfruttare, in modo diverso e più aperto a sofisticate contaminazioni, tecniche come lo scat, uso di sillabe e suoni senza significato per eseguire assoli al pari degli strumenti, il vocalese, che invece riproduce assoli strumentali utilizzando le liriche di una canzone. In più metteva in mostra un’incredibile abilità nel trasformare la voce in uno strumento a percussione.

In particolare la strepitosa versione di “Take Five”, il più celebre 5/4 della storia del jazz, diventò un vero e proprio “cult”. A quel risultato Al Jarreau era arrivato grazie a una solida formazione, aveva alle spalle un diploma in psicologia, uno in riabilitazione vocale e seri studi musicali e, lui che era nato a Milwaukee, aveva cominciato a cantare jazz con un trio che al pianoforte vedeva George Duke.

Le ossa se l’era fatte dividendo le serate nei club dove si esibivano stand up comedian destinati a un futuro da star come Bette Midler e John Belushi. Non per niente i primi passi verso la celebrità li ha compiuti proprio apparendo al Saturday Night Live, che viveva la sua stagione d’oro.

Il mix esplosivo di acrobazie vocali, di jazz, latin, soul e funk si è via via andato addolcendo verso terreni pop: nel 1981 ottiene il più grande successo della sua carriera con l’album Break in’ Away che contiene We’re In This Love Together, la sua hit più famosa.

Nel 1985 Quincy Jones, che lo ha voluto anche nell’album manifesto Back On The Block, gli affida una delle voci soliste di We Are The World.

Negli anni ’90 ha deliberatamente diradato la sua produzione discografica per dedicarsi a un’intensissima attività live che lo ha visto collaborare con gente come Miles Davis, George Benson, Chick Corea, prodursi anche in concerti con l’orchestra sinfonica.

Con il nuovo millennio, problemi respiratori e cardiaci hanno pregiudicato la sua attività, costringendolo più volte al ricovero.

Nel 2012 era stato al festival di Sanremo, dove, ospite dei Matia Bazar aveva cantato la versione internazionale di Parla più piano, il tema de Il Padrino.

Al Jarreau era uno dei pochi nella storia ad aver vinto il Grammy nella categoria, jazz, R&B e Pop, esercitando un’influenza enorme sul mondo della musica, aprendo di fatto le porte a un nuovo modo di cantare.

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