Il Comune di Orani ha conferito la cittadinanza onoraria ai fratelli Anna Maria e Giovanni Puggioni, logudoresi, uniti artisticamente nel Duo Puggioni. La cerimonia si è svolta martedì sera, durante una seduta straordinaria del Consiglio comunale, durante la festa in onore di San Giovanni Battista.
IL PREMIO – L’onorificenza è legata al fatto che i due artisti di musica etnica hanno trascorso a Orani gli anni dell’infanzia, per via del servizio nelle forze dell’ordine nel paese a cui era stato destinato il proprio genitore. Nel consegnare simbolicamente le chiavi del comune e la pergamena, il sindaco Marco Ziranu ha detto: «Vogliamo esprimere la gratitudine di tutta la comunità nei confronti di Giovanni e Anna Maria, che hanno sempre dimostrato affetto per Orani. E, a loro volta – ha aggiunto Ziranu – sono stati accolti e amati dagli oranesi come parte di una famiglia allargata». Alla cerimonia è intervenuta Anna Maria. Mentre era assente, per problemi di salute, il fratello Giovanni, che è stato rappresentato sul palco di Orani dalla figlia, Sara. Sulla cerimonia le parole dell’assessora Valentina Chironi: «È stato l’omaggio a due artisti straordinari e, insieme, il segno di profonda gratitudine per il legame autentico e mai interrotto con la comunità di Orani. Il nostro paese li ha visti crescere – ha aggiunto Chironi – e loro hanno saputo rappresentarlo con orgoglio sui palcoscenici di tante nazioni del mondo». Il momento è stato di grande commozione, sia per la famiglia Puggioni, sia per gli oranesi, che hanno assistito numerosi. Godendo ancora una volta della voce e delle canzoni di Anna Maria, presentata da Giuliano Marongiu, ovoddese, noto conduttore delle serate di folclore sui palchi della Sardegna.
SAN GIOVANNI – L’evento ha avuto come cornice la festa di San Giovanni, nell’antichità sarda consacrata al mondo pastorale. A Orani la tradizione è stata rinnovata. Prima la raccolta dei fiori nel giardino del museo Nivola e poi il falò, a fianco della chiesa dedicata al Santo, dov’è stata officiata la messa da parte del parroco, don Gesuino Corraine.
