L’ultimo Consiglio comunale di Nuoro si trasforma in un caso politico e di costume che sta facendo discutere la cittadinanza. Al centro delle polemiche ci sono gli atteggiamenti ritenuti del tutto inadeguati da parte di diversi consiglieri durante la diretta streaming dell’assemblea. A rendere la situazione ancora più caotica si è aggiunta una misteriosa falla di sicurezza informatica: un telefonino Samsung non identificato è riuscito ad accedere all’interno del sistema informatico, una piattaforma teoricamente blindatissima e riservata in modo esclusivo ai componenti del Consiglio.
LE REAZIONI –La reazione politica a questi episodi non si è fatta attendere. La consigliera Irene Melis, esponente del Gruppo Misto – “Sinistra Futura“, ha preso ufficialmente posizione depositando il documento intitolato ” Mozione e codice etico per la buona politica”. La mozione propone l’adozione di un Codice Etico per la Buona Politica e la Buona Amministrazione del Comune di Nuoro, chiedendo inoltre che una copia della Costituzione italiana sia esposta permanentemente nell’aula consiliare. Il testo punta il dito contro i comportamenti scorretti e richiama i rappresentanti pubblici al massimo rigore morale, al decoro e all’uso di un linguaggio consono, vietando atteggiamenti offensivi o denigratori anche sui social network.
A rincarare la dose sui doveri degli eletti è intervenuto anche il consigliere regionale e capogruppo del PD Roberto Deriu . Attraverso un post social, Deriu ha espresso parole durissime contro l’abuso dei collegamenti a distanza. Nel suo intervento, il consigliere ha esortato i colleghi a garantire la presenza fisica: “Ma andate in aula a discutere e votare. Vi siete fatte e fatti eleggere, avete promesso impegno e dedizione, avete giurato di servire ‘con disciplina e onore’. State nelle sedi pubbliche, confrontatevi con le altre e gli altri rappresentanti. Sacrificate il vostro tempo per la repubblica. Siate un esempio per il Popolo”. Sul tema era intervenuta anche la consigliera comunale Bastianella Buffoni. Sul tema è intervenuta l’esponente di SiAmoNuoro, ha voluto ricordare come la questione fosse già stata sollevata in passato: “Già in un’occasione, in commissione, avevo fatto verbalizzare che chiedevo che ci si presentasse in maniera decorosa anche da remoto”. Una presa di posizione netta che testimonia come il problema del rispetto istituzionale durante le sedute a distanza fosse già emerso nei mesi scorsi.
