lunedì 13 luglio 2020, Aggiornato alle 13:45
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Torpè riscopre le antiche maschere del Carnevale tradizionale

Torpè, Su Maimone
Torpè, Su Maimone

Insieme a “Su Maimone” rivivono “Sos Cavalieris” e gli antichi spauracchi per i bambini

La tradizione del Carnevale, a Torpè, vuole che si costruisca un fantoccio che viene portato in giro per il paese. È l’occasione per offrire cibo e bevande!

Torpè, Su Maimone

Torpè, Su Maimone

Al termine della serata, “Su Maimone”, simbolo del male, viene dato alle fiamme, con l’auspicio di eliminare, con lui ogni cattiveria, malattia ecc…

Questa, in pratica, è la storia di re Giorgio e, nel centro baroniese, era viva fino a un passato non troppo lontano.

Torpè, Su Maimone

Torpè, un momento della sfilata di Carnevale

La locale associazione culturale “Sa dea” dopo vari studi e ricerche ha riportato in vita questa tradizione con l’aggiunta di nuove maschere che rappresentano i vari spauracchi dei bambini: Maria Pettenedda, Maria Chisinedda, Sa mama de su sole, Sa mama de su entuSa survile, Su voe cuttu, Maria Lettolu e Su mascadore!

Insieme a queste, è stata riscoperta l’altra maschera originaria di Torpè: “Sos Cavalieris”  ricostruita dall’Associazione in base alle testimonianze degli anziani, dato che non sono sopravvissute fotografie che la ritraggono! Al momento la sua ricostruzione è ancora in fase di lavorazione.

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