S'Addobiu Democraticu: nasce un nuovo circolo del PD a Nuoro

Sonia

S'Addobiu Democraticu: nasce un nuovo circolo del PD a Nuoro

lunedì 15 Settembre 2014 - 10:27
S'Addobiu Democraticu: nasce un nuovo circolo del PD a Nuoro

Bandiere del PD

Bandiere del PD

Bandiere del PD

«a Nuoro bisogna partire  dalla cultura»

S’Addobiu Democraticu è il  circolo tematico del PD che si sta costituendo a Nuoro.

Il suo coordinatore è Alessio Doneddu, di seguito pubblichiamo il documento della loro proposta politica.

″La data si avvicina. Nel prossimo mese di ottobre il popolo democratico è chiamato a congresso per l’elezione dei segretari regionale e provinciali in uno scenario in cui il dibattito sulla legittimità del tesseramento ha agitato le acque altrimenti ferme della politica nuorese.

Ha avuto l’effetto della classica goccia che fa traboccare il vaso, determinando ricadute non certo positive sulla solidità e autorevolezza del gruppo dirigente uscente e ponendo un’ipoteca non necessariamente positiva su quello che sarà a venire. Ma il vaso era già pieno degli umori negativi di una stagione politica per troppi versi drammatica per il territorio nuorese, che sfociano ora, gravidi degli stessi umori, nella lotta congressuale del 2014.

D’altronde i recenti risultati elettorali hanno certificato per il PD una contrazione dei consensi di circa un terzo su base regionale, con un arretramento più significativo nel nuorese, dove il PD ha perso il 46% del proprio elettorato  – oltre 11.000 voti – rispetto alle elezioni regionali del 2009 (analisi Istituto Carlo Cattaneo).

Tutto questo ricordiamo perché davanti alla più grave crisi economica della provincia, nella quale alla perdurante fragilità dell’economia locale si somma la progressiva ritirata dal territorio dell’apparato amministrativo Statale e Regionale, urge imperativamente di presentarsi al congresso con dei progetti riconoscibili, delle tesi sulle quali confrontarsi, scontrarsi se necessario e finalmente chiedere ai propri iscritti il consenso.

Da elettori e iscritti del PD confessiamo subito una certa tiepidezza rispetto alla fase congressuale fin qui vissuta, prigionieri di un retro-pensiero che ci allarma: quello di un congresso vissuto all’insegna dello scontro e fra l’opacità di accuse e contro-accuse comunque infamanti per il partito.

Noi ci siamo fatti la convinzione che, agli occhi e alla sensibilità degli iscritti, la necessità condivisa sia quella di una proposta politica autoctona comprensibile, ben discussa, che vada incontro all’esigenza di un profondo aggiornamento della nostra azione politica sul territorio e per il territorio.

In definitiva, vogliamo fare del Congresso un momento di assunzione di responsabilità della politica nuorese, o viceversa vogliamo ridurlo alla modesta ricerca della giusta collocazione da parte dei singoli esponenti locali nel quadro dei costituendi equilibri regionali?

Se è convinzione diffusa fuori e dentro il partito la necessità di invertire una condizione di declino -secondo alcuni inevitabile- per il territorio e di farlo nella consapevolezza che sia indispensabile uscire dall’angolo in cui la città e la provincia rischiano di essere rinchiuse dai pesi massimi della politica regionale, nel sistema a clessidra che si sta delineando lungo l’asse nord-sud dell’isola, allora ci viene naturale pensare che occorre aprire le finestre, sollecitare un dibattito e una partecipazione che non sia più per soli addetti, che non segua più le classiche ritualità con l’aggiunta di qualche orpello aperturista verso la “società civile e i giovani”, di quelli che però non rischiano di modificare veramente lo status-quo.

E noi, la nostra politica, le nostre istituzioni – al di là del carisma del segretario Matteo Renzi e della benemerita opera dei militanti e dei simpatizzanti – cosa facciamo per sollecitare il dibattito e per fare sintesi di un nuovo progetto politico all’interno delle nostre grandi tradizioni democratiche?

Allungare lo sguardo in quella direzione sarebbe sicuramente molto attuale, molto nuorese e molto democratico.

Potremmo ritrovarci insieme sui temi portanti di un progetto di rilancio basato sulla valorizzazione delle eccellenze locali quali la ricca e vissuta tradizione culturale, la grande ricchezza ambientale e una buona qualità della vita, nella consapevolezza che il nuorese rappresenta comunque un luogo irrinunciabile per lo sviluppo equilibrato del territorio regionale quale polo erogatore di servizi di qualità per l’intera Sardegna centrale.

Potremmo aprire una riflessione sulla necessità di costruire un modello di crescita basato sulla cultura, coinvolgendo – innovandoli- gli istituti fondamentali dell’universo culturale nuorese per fare con loro sistema: Ente Musicale, Teatro Eliseo, Polo Museale, MAN, Università, ISRE, AILUN, Consorzio Biblioteca S. Satta, Fondazione Nivola, Parco letterario Grazia Deledda ,Museo della Ceramica, Museo Nazionale Archeologico e il futuro Museo dell’Identità sono i principali attori di un distretto culturale già in essere ma non ancora pienamente e consapevolmente riconosciuto e sostenuto dalle amministrazioni e dalle istituzioni locali.

Superato un modello di sviluppo basato sulla sola tutela del territorio è opportuno porsi l’ambizione di sviluppare un vero e proprio polo ambientale che svolga il ruolo di servizio qualificato di ricerca, formazione ed innovazione per tutto il territorio regionale sulle tematiche dell’ambiente; tale polo dovrà essere in grado di attivare, nel tempo, adeguati servizi ed attività di impresa per tramutarsi in un vero e proprio distretto ambientale. Intorno alla forte vocazione ambientale del territorio si realizzerebbero le necessarie convergenze affinché, in una giusta ottica di decentramento della realtà amministrativa regionale, trovino la loro naturale collocazione le principali realtà isolane operanti nel contesto ambientale, quali la sede regionale dell’Ente Forestale, la sede regionale di Abbanoa, la sede della Scuola Forestale Regionale e lo sviluppo di nuovi corsi di laurea connessi all’ambiente.

Si potrebbe dire altrettanto a riguardo dei nostri modelli di accoglienza turistica, delle nostre infrastrutture, dei nostri sistemi di istruzione, di molte nostre produzioni: tutte risorse disponibili per un grande progetto riformista veramente nuorese, a condizione di badare ai contenuti di una “via nuorese” e non solo al contenitore.

Perché non rifletterci su, evitando a noi stessi qualche “fumisteria” di processo, per provare ad arrivare a un progetto politico veramente condiviso e popolare, prima che il popolo di dentro e di fuori che guarda a noi con qualche aspettativa si assottigli di troppo?

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