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TARI: le Associazioni di categoria mostrano disappunto per le affermazioni di Daga

TARI: Immagine simbolo
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“L’assessore dimostra di non conoscere le tariffe da lui stesso proposte”

ADICONSUM, ADOC, CONFCOMMERCIO, CONFESERCENTI, C.N.A., CONFARTIGIANATO, APAN e LEGACOOP non possono non esprimere stupore e disappunto nel venire a conoscenza delle giustificazioni dell’assessore DAGA in merito agli aumenti della TARI.

«Con le sue dichiarazioni, infatti, l’assessore, rispecchia lo stato confusionale di cui sembra soffrire l’intera struttura, dimostra di non conoscere le tariffe da lui stesso proposte al Consiglio Comunale  che, ricordiamo ancora una volta, sono state discusse e messe ai voti ben due mesi dopo la formazione dei ruoli» affermano i rappresentati delle Associazioni.

L’ADICONSUM smentisce e contesta diverse affermazioni fatte dall’assessore in merito all’argomento:

1. «La TARI garantisce un notevole risparmio per i single».

Questo non è vero ed è privo di fondamento. Con la TARSU 2012, infatti, le famiglie in generale pagavano 2,29/euro a metro quadro di superficie tassata; in questo caso un nucleo con unico occupante (sgravio del 20%) e con una ipotetica superficie di mq. 100 avrebbe pagato 100 x2,29 = €.229,00 – 20% = €. 183,20.

con la TARI invece pagherebbe €. 69,59 a titolo di quota fissa + €. 135,00 (mq.100x€.1,35) per la quota variabile per un totale pari a €. 204,59 quindi ben €. 21,39 in più.

2. «Il Comune con la nuova imposta deve coprire totalmente i costi del servizio di gestione dei rifiuti».

Ai cittadini si trasmette il falso messaggio che negli anni 2011 e 2012, con le vecchie tariffe sui rifiuti, ci fosse una copertura inferiore al 100%.Si dimentica invece che già con la delibera n. 108/2011 con la  TARSU si copriva  ben il 99,09% dei costi.

Si ricorda che, negli anni sopracitati i costi del servizio risultavano gonfiati di spese non attinenti e il gettito ingiustificatamente dimagrito di alcune entrate (come dimostrato nei ricorsi presentati da diversi cittadini, che a ragione hanno imposto alla Amministrazione comunale la revisione delle somme esposte in cartella sui ruoli emessi).

3. «Se vi accorgete degli errori venite in Comune che provvederemo a correggerli».

Assurdo porsi in questo modo da parte di un ente pubblico, in quanto non tutti i cittadini sono in grado di interpretare quanto riportato negli avvisi di pagamento non essendo a conoscenza del regolamento TARI e  delle tariffe applicate alle singole categorie.

4. «Ci sono diverse irregolarità dovute al mancato aggiornamento del sistema informatic

In realtà i dati nel sistema informatico sono stati aggiornati aggiungendo, purtroppo, errori ad errori.

Un esempio: un immobile che con la TARSU era tassato come cat.3 (autorimesse, magazzeni etc.) a €.3,71/mq con la TARI è classificato cat. 26-plurilicenze con tariffa €. 9,58/mq.

«Per queste ed altre amenità che in questa fase non citiamo vista l’interminabile casistica di errori riscontrati, chiediamo e chiederemo con tutti gli strumenti democratici consentiti, che l’assessore competente, anche in attesa della sentenza del TAR, provveda a ritirare gli avvisi di pagamento, nonché – concludono le associazioni-, a dare disposizioni agli uffici affinché rivedano con la dovuta calma tutte le tariffe applicate. Riguardo l’informativa del 28 agosto scorso, infatti, quella pubblicata sul portale istituzionale del Comune, ci preme sottolineare che manca il modulo per poter richiedere lo sgravio del 10% previsto per i possessori di compostiera».

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