lunedì 20 maggio 2019, Aggiornato alle 17:05
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La replica dei ragazzi di piazza Satta: «Mirko era in stampelle, come avrebbe potuto?»

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P.zza Satta invasa dai rifiuti (foto S. Novellu - Cronache Nuoresi)
P.zza Satta invasa dai rifiuti (foto S. Novellu - Cronache Nuoresi)
P.zza Satta invasa dai rifiuti (foto S. Novellu - Cronache Nuoresi)

P.zza Satta una domenica mattina (foto Cronache Nuoresi)

I ragazzi presenti ai fatti forniscono un’altra verità 

L’articolo apparso questa mattina su Cronache Nuoresi (così come su tutta la stampa regionale), relativo ai fatti accaduti questa notte a Nuoro in piazza Satta, fatti che hanno portato all’arresto di un diciottenne, hanno suscitato l’immediata reazione dei ragazzi presenti ai fatti che forniscono un’altra verità.

A testimonianza del fatto che Cronache Nuoresi riporta solo fatti dei quali è testimone diretto o fatti forniti dalle fonti ufficiali, guardandosi bene dal fare processi o accuse gratuite e non verificate, si riporta di seguito la replica di alcuni dei ragazzi, presunti testimone dei fatti, esattamente come l’abbiamo ricevuta:

«Da piazza Su Connuttu stavamo scendendo ai giardinetti. Il fatto è accaduto all’incirca tra le 2 e le 4.
Il trentenne di cui parla nell’articolo stava urinando nella discesina che porta, appunto, ai giardinetti, affianco a Piazza Satta. In quel momento, io e altri quattro ragazzi stavamo arrivando e, dato che conosciamo il ragazzo, vedendo che la Polizia lo stava portando via, ci siamo avvicinati.
La Polizia ha chiesto i documenti pure a noi, ma a caso; a me ad esempio, non li hanno chiesti. Erano due pattuglie, subito dopo una è andata via per tornare poco dopo. Otto poliziotti (e tre volanti) per 12-13 ragazzi ( da 6 che eravamo, poi se ne sono aggiunti altri, ma quelli a cui hanno chiesto i documenti sono 5). Ovviamente l’atmosfera si riscalda, non capivamo tanta esagerazione, il motivo per cui hanno chiesto i documenti, il bisogno di ben tre pattuglie per una urinata (aggiungo che mentre succedeva ciò, altri ragazzi si son fermati a urinare lì davanti a loro, e non hanno detto niente).
Il ragazzo di 18 anni, spaventato ha iniziato a inveire verbalmente contro i poliziotti. Ci tengo a precisare: non ha messo le mani addosso ai poliziotti! Non sarebbe stato possibile dato che lui è in stampelle, con il gesso a una gamba, e l’altra gamba col tendine gonfio per lo sforzo. A mala pena si reggeva in piedi, come avrebbe potuto aggredire un agente, forte di altri sette colleghi, suvvia!
Quando gli agenti hanno visto il ragazzo di 18 anni agitato, gli hanno strappato le stampelle, lo hanno sbattuto contro la vettura, ammanettato selvaggiamente e buttato dentro la vettura come un sacco di patate! Tre di noi si son presi una denuncia per resistenza a pubblico ufficiale; non ne capiamo il motivo dal momento che i documenti ci sono stati riconsegnati immediatamente e il ragazzo è stato portato in Questura.
A quel punto abbiamo dovuto avvisare noi il padre del ragazzo: se davanti a noi si son permessi di trattarlo in quel modo, senza preoccuparsi delle sue condizioni fisiche, immaginiamo cosa avrebbero potuto fargli, una volta soli in Questura. Ovviamente il padre non era stato avvisato e una volta arrivato in Questura, è stato cacciato via senza che gli sia stata fornita alcuna informazione sul figlio».
 

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