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Pronto soccorso in Sardegna: “I dati premiano la linea di Alessandra Todde”

sabato 11 Luglio 2026 - 09:05
Pronto soccorso in Sardegna: “I dati premiano la linea di Alessandra Todde”

Ambulanza al Pronto Soccorso del San Francesco

I Pronto soccorso della Sardegna continuano regolarmente ad erogare i servizi previsti dopo lo stop ai medici gettonisti. Il sistema ha mantenuto livelli di risposta sostanzialmente stabili anche dopo la fine, dal 30 giugno, del ricorso ai medici gettonisti, prevista dalla normativa nazionale. Lo  Dichiara la Regione Sardegna dopo aver visionato  i dati sui tempi medi tra triage e presa in carico medica, confrontati tra il periodo 9 giugno-6 luglio 2025 e l’8 giugno-5 luglio 2026.

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Alessandra Todde all’ISRE (f. S. Novellu)

IL BILANCIO DELLE PRESTAZIONI E LA SFIDA DI TODDE –  “Lo stop ai gettonisti era una sfida importante e questi primi dati ci dicono che il sistema sta reggendo. Significa che la strada intrapresa è quella giusta: continueremo a rafforzare il servizio pubblico, ad integrare con le prestazioni professionali attingendo dall’albo regionale e a monitorare costantemente la situazione per intervenire dove necessario”, dichiara la Presidente della Regione e assessora ad interim della Sanità, Alessandra Todde. I tempi restano sostanzialmente invariati per le emergenze e le urgenze, mentre migliorano per i codici a minore gravità. In particolare, per le urgenze differibili e le urgenze minori, con risultati particolarmente significativi nella Asl di Sassari e nell’AOU di Cagliari.

 IL RECLUTAMENTO DEL PERSONALE E LE NUOVE STRATEGIE DI ARES –  A sostenere la tenuta del sistema ha contribuito anche il rafforzamento degli organici, con l’assunzione a giugno di una quarantina di nuovi medici destinati all’emergenza-urgenza. A questo si affiancano le misure adottate da Ares e dalla Giunta regionale: l’istituzione dell’albo unico regionale dei medici disponibili a operare in libera professione nelle strutture dell’emergenza-urgenza, aperto anche a specialisti e specializzandi, e l’introduzione di una tariffa unica regionale per le prestazioni aggiuntive di medici e infermieri del Servizio sanitario regionale. L’insieme di questi interventi punta a consolidare il superamento del modello dei gettonisti con soluzioni strutturali, basate sul rafforzamento del servizio pubblico, sulla valorizzazione del personale sanitario e su una più efficace organizzazione delle risorse.

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