La governatrice Alessandra Todde dà assicurazioni sulla sanità a Nuoro e nel territorio. «Abbiamo stabilizzato i pronto soccorso del San Francesco e dell’ospedale di Sorgono. Stiamo lavorando sule liste d’attesa. E a Nuoro per migliorare l’operatività di alcuni reparti». Sintesi dell’intervento della presidente della Regione durante la conferenza socio-sanitaria aperta, convocata in Provincia.

Un momento della conferenza socio sanitaria
Presenti i sindaci dei quattro distretti e il direttore generale dell’Asl, Francesco Trotta, con lo staff dirigenziale. È proprio Trotta a fare il punto della situazione, dopo avere portato a casa qualche ora prima la modifica dell’atto aziendale, che prevede modifiche su stroke unit, medicina nucleare e chirurgia d’urgenza. Parte dalla prevenzione, per dire che «siamo oltre la media nello screening alla cervice uterina, mentre si è indietro per la prevenzione del tumori del colon». Rivendica risultati importanti nella medicina territoriale: «Abbiamo fatto partire 12 presidi sanitari, tra i quali 4 case di comunità. Ne abbiamo una ogni 12mila abitanti». Tra queste ultime e gli ospedali classici, Trotta ricorda l’avvio di 3 ospedali di comunità: «Macomer e Sorgono sono già partiti, anche con i primi ricoveri, seguirà Nuoro». Il direttore generale non nasconde comunque i problemi, legati sia al numero degli specialisti, sia alla medicina di base. «I concorsi per il nuovo personale – ha detto – vengono fatti costantemente. Il fatto è che alcuni sono a livello regionale – ha rimarcato – e in molti casi poi i vincitori scelgono altre sedi». Per far funzionare la sanità l’Asl 3 ha a disposizione 470 milioni all’anno. Servono per coprire le necessità di una popolazione di 140mila abitanti. Il 70 per cento delle somme va a pagare i costi del personale. Dalla voce dei territori le criticità nelle parole dei sindaci-presidenti dei distretti. Alessandra Claudia Peddio (Desulo), per l’area territoriale di Sorgono: «Nei nostri presidi mancano una settantina di medici, con penalizzazione soprattutto a carico di bambini e anziani». Dalla Barbagia alla Baronia, con il distretto di Siniscola, guidato da Ignazio Porcu, primo cittadino di Irgoli: «La carenza maggiormente sentita è la penuria di medici specialisti. Il paradosso nell’ambito degli psichiatri – aggiunge – per il cui reclutamento non risulta fatta alcuna richiesta». Una questione che solleverà anche il sindaco di Siniscola, Gianluigi Farris, con la domanda espressa che «si potenzino i servizi del Serd (contro le dipendente, ndc) e della diabetologia». Bastiano Congiu (Oliena), presidente della conferenza di Nuoro, vede luci e ombre: «Tra le prime l’autorizzazione per una Rsa a Oliena. Tra le seconde le carenze nei ranghi degli specialisti». Parole di plauso alla Todde arrivano dal sindaco di Macomer, Riccardo Uda: «Bene l’avvio da noi dell’ospedale di comunità e il potenziamento, da 40 a 60 posti, della Rsa». Dai primi cittadini altre richieste e dei suggerimenti. Angela Testone (Dorgali): «Vanno organizzati meglio i presidi delle guardie turistiche». Tore Ghisu (Borore): «Mettere i medici Ascot nella condizione di lavorare meglio, anche potendo verificare la storia clinica dei pazienti». L’incontro è stato aperto dal presidente della Provincia, Giuseppe Ciccolini, che si è soffermato sull’impegno per far partire il centro di cura sull’autismo a “Marreri”, a qualche chilometro da Nuoro: «Entro l’anno avremo le autorizzazioni». Sul potenziamento dell’ospedale di Nuoro hanno avanzato nuove richieste i consiglieri provinciali del centro-destra Giorgio Fresu e Pierluigi Saiu. A chiudere i lavori la governatrice Todde, anch’essa nella lunghezza d’onda della necessità di risolvere alcune problematiche dell’ospedale nuorese: «L’obiettivo è di eliminare le carenze di organico che oggi limitano l’attività in radiologia, medicina trasfusionale, pneumologia, ortopedia e pediatria, per via della carenza di medici. Tra gli strumenti – ha proseguito – l’incentivo economico, da un fondo che abbiamo riservato proprio per questo scopo». Stesso sistema per potenziare i ranghi nella medicina generale, che l’Asl cerca di coprire con l’aumento delle ore di servizio degli Ascot.
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