NUORO – Si è tenuto ieri, presso la sede della Camera di Commercio, l’atteso incontro tra i sindaci del Nuorese e il presidente di Abbanoa, Giuseppe Sardu, per delineare il futuro del servizio idrico sardo (APPROFONDISCI). Al centro del confronto, l’operazione di restituzione dell’aiuto di Stato concesso nel 2012 attraverso la Regione Sardegna, una manovra indispensabile per evitare che la gestione dell’acqua finisca in una gara internazionale aperta ai privati.
La procedura prevede la restituzione di 187 milioni di euro che, calcolando gli interessi maturati, portano il totale a circa 223 milioni. Il piano di ingegneria finanziaria illustrato ai primi cittadini si basa sulla creazione di “Azioni A”, una categoria di titoli speciali destinati alla Regione e finalizzati all’auto-estinzione, con l’obiettivo di blindare la gestione “in house” entro la scadenza tassativa di luglio 2026.
Parallelamente alle questioni societarie, i dati del bilancio 2025 mostrano un ente in salute, capace di generare un utile d’esercizio di 3,41 milioni di euro, in crescita del 28% rispetto all’anno precedente. Un risultato solido che poggia su un patrimonio netto di 343,7 milioni di euro e su una capacità di incasso giornaliera di circa un milione di euro.
L’anno appena trascorso ha segnato anche il record assoluto per gli investimenti, che hanno toccato quota 136,3 milioni di euro (+12%), finanziati quasi equamente tra tariffe e fondi pubblici. Questo impegno strutturale ha portato benefici tangibili sulla qualità del servizio: le interruzioni idriche sono crollate del 57% e le ordinanze di non potabilità sono diminuite del 19%. Nonostante le rassicurazioni del presidente Sardu circa l’assenza di impatti sulle tariffe o esborsi per i Comuni soci, alcuni sindaci hanno chiesto ulteriore tempo per valutare i dettagli tecnici prima dell’assemblea straordinaria fissata per il 23 aprile.
