Deposito di gas ridosso delle abitazioni: Torpé scende nuovamente in piazza

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Deposito di gas ridosso delle abitazioni: Torpé scende nuovamente in piazza

mercoledì 23 Novembre 2022 - 18:54
Deposito di gas ridosso delle abitazioni: Torpé scende nuovamente in piazza

Un momento del Consiglio comunale di Torpe'

Comitato a istituzioni: “Non ci fermeremo, impianto va spostato”

Il Comitato di Torpé non si arrende alla realizzazione dell’impianto di stoccaggio del gas a Istrumpadoglios, un sito giudicato dai residenti troppo vicino alle case.

Stamattina nuova manifestazione, proprio davanti al cantiere che procede con i gettiti di cemento. Da 36 giorni, dopo aver persino depositato un esposto alla Procura della Repubblica di Nuoro, un gruppo di cittadini staziona davanti al cantiere per sollecitare il sindaco Martino Sanna, la Regione, il Prefetto di Nuoro, a un intervento affinché la società Medea – Italgas, appaltatrice dell’impianto, realizzi l’impianto in un’area più lontana dal centro abitato.

«Qui la gente è stanca, arrabbiata esasperata ma non si arrende – spiega Barbara Carai consigliere comunale di Opposizione e componente del comitato. Ci sono persone che da 36 giorni stanno presidiando il cantiere senza avere nessuna risposta. Non siamo contro l’impianto di stoccaggio ma vogliamo che non venga realizzato così a ridosso delle case e siamo ancora più terrorizzati dopo i fatti di Tiana, (dove, probabilmente a causa di un malfunzionamento dell’impianto del gas, è saltata in aria una villetta causando due morti, ndr). Non siamo neanche contro Medea Italgas che ha comprato un terreno e ottenuto tutte autorizzazioni – aggiunge – siamo contro chi non ha preso provvedimenti pur sapendo che qui c’era una rivolta».

«Da oltre un mese siamo qui di fronte al cantiere nonostante la tempesta di vento e il freddo di questi giorni – ha aggiunto Maria Grazia Conte – , per far capire a tutti che noi il deposito qui non lo vogliamo. Chiediamo che la nostra voce venga ascoltata dalle istituzioni. Abbiamo inizato la battaglia un anno e mezzo fa appena abbiamo saputo che era stato acquistato questo terreno, raccogliendo le firme e protocollandole in Comune. Ma nonostante tutto i lavori stanno andando avanti. Oggi ci rivolgiamo a tutti quelli che ci possono aiutare: sindaco, Regione, Prefetto e a loro diciamo che non ci fermeremo. La nostra protesta andrà avanti fino a quando non ci ascolteranno e allontaneranno l’impianto di stoccaggio dalle case del paese».

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