Notte di Natale ancora naufragi in mare: 27 morti nelle coste dell’Egeo

Sonia

Notte di Natale ancora naufragi in mare: 27 morti nelle coste dell’Egeo

lunedì 27 Dicembre 2021 - 10:41
Notte di Natale ancora naufragi in mare: 27 morti nelle coste dell’Egeo

Un intervento della Marina Militare

Mentre in tutto il mondo si festeggia il Natale, nelle proprie case al calore del focolare e degli affetti famigliari, c’è chi vive il dramma della propria situazione precaria senza poter programmare il futuro, dalla disoccupazione, alla casa, alla impossibilità ad accedere alle cure mediche del servizio pubblico.

A questo si aggiungono i conflitti e le guerre che i popoli subiscono e proprio per salvarsi da queste situazioni, spesso provocate dall’Occidente per favorire gli interessi delle multinazionali, dei grossi monopoli, che avvengono gli esodi e le fughe di numerosi migranti verso l’Italia.

È quanto avvenuto nella notte di Natale quando alcuni barconi hanno raggiunto le coste sarde, altri invece, sempre nel Mediterraneo, mentre cercavano di raggiungere il nostro paese hanno subito due naufragi con 27 morti nelle coste dell’Egeo.

La Guardia Costiera ellenica ha recuperato 16 corpi tra i quali tre donne e un bambino, poche ore prima sono state salvate 90 persone tra i quali 27 bambini e 11 donne e recuperati 11 cadaveri.

In queste operazioni di salvataggio sono impegnate le navi delle Ong, che offrono un notevole supporto alla Guardia Costiera quest’ultima ha intercettato una imbarcazione proveniente dalla Turchia con 140 profughi tra i quali 25 bambini vicino all’Isola di Capo RIzzuto e al porto di Trapani è attraccata una nave di una Ong norvegese con 114 migranti.

Mentre l’Ong tedesca Sea Watch ha soccorso 180 persone che si aggiungono a altrettante salvate in due precedenti operazioni, sempre nella notte di Natale, naviga con 270 persone a bordo. È proprio di questi giorni la sentenza di assoluzione definitiva per la capitana tedesca Carola Rackete,che aveva salvato con una nave dell’Ong Sea Watch dei profughi e entrava nel porto di Lampedusa violando il decreto sicurezza bis firmato dall’ex Ministro dell’Interno Salvini.

È una strage continua che avviene nel giorno in cui è rinnovato dalle associazioni umanitarie, istituzioni laiche e religiose l’appello alla fine delle guerre, all’accoglienza, dove si implora “… di non restare indifferenti, non rinnegare l’umanità che ci accomuna e di considerare anche nostro il loro dramma, dei nostri fratelli sia profughi che più bisognosi ….”

Franceschino Nieddu .

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