Pazienti Covid costretti a giorni d’attesa per accedere al Pronto soccorso e per gli operatori del 118 anche la beffa

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Pazienti Covid costretti a giorni d’attesa per accedere al Pronto soccorso e per gli operatori del 118 anche la beffa

lunedì 16 Novembre 2020 - 16:05
Pazienti Covid costretti a giorni d’attesa per accedere al Pronto soccorso e per gli operatori del 118 anche la beffa

Una parte delle dettate alimentari messe a disposizione degli operatori 118

Un anziano di Mamoiada attende 24 ore prima di entrare in Pronto soccorso per difficoltà respiratorie legate al Covid (APPROFONDISCI) e una 75enne di Fonni, con i medesimi sintomi, costretta ad attenderne ben 62 (APPROFONDISCI). Questi solo due dei tanti casi da noi trattati negli ultimi giorni di pazienti positivi al Covid, con sintomi conclamati che prima di riuscire ad accedere alle cure dei medici del San Francesco sono costretti a giorni d’attesa in ambulanza prima di essere chiamati all’interno della struttura.

In questo momento, mentre ci accingiamo a riferire dell’ennesimo caso di malasanità in città, sostano davanti al Pronto soccorso di Nuoro tre ambulanze. Se la donna di Fonni, di cui abbiamo scritto questa mattina, dopo 64-65 ore di attesa per fortuna è da poco riuscita ad entrare, all’interno di un’altra ambulanza, da sabato mattina, una donna di Silanus attende ancora che in ospedale si liberi qualche posto e di potervi accedere per avere le cure del caso. Cinquant’anni, positiva al Covid e con forti difficoltà respiratorie, la donna si trova sotto ossigeno.

Le fogline delle ambulanze in cui la donna è stata ospitata, mancano le ultime

Le fogline delle ambulanze in cui la donna è stata ospitata negli ultimi giorni

Nel frattempo, tutte queste persone vengono trasferite da un’ambulanza all’atra, al termine di ogni turno di lavoro dei vari operatori, come testimoniano le fogline delle ambulanze in cui la donna è stata ospitata, fotografate ovviamente al contrario per ovvi motivi di privacy, dalle quali mancano quelle delle ultime ore.

Una parte delle dettate alimentari messe a disposizione degli operatori 118

Una parte delle dettate alimentari messe a disposizione degli operatori 118

Durante le attese, a disposizione del personale 118, il COC di Nuoro ha messo a disposizione un po di viveri per il ristoro. Peccato che, come accennato in precedenza (APPROFONDISCI), gli operatori non potrebbero togliere i dispositivi di protezione indossati per mangiare, essendo questi potenzialmente contaminati dal contatto coi pazienti positivi che hanno trasportato. Chi si espone al rischio, per sua scelta, inoltre, avendo a disposizione alimenti e posate non sigillati singolarmente, espone chi dopo di lui si accinge a fare la stessa cosa al rischio del contagio.

Situazione imbarazzante nella situazione imbarazzante, insomma. Un’incubo senza fine che si protrae da settimane come se nulla fosse, tra medici e personale interno contagiato in gran numero (APPROFONDISCI) e una classe politica insensibile che continua a non trovare un soluzione efficace.

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