domenica 12 luglio 2020, Aggiornato alle 18:54
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Tagli indiscriminati ai centri di riabilitazione: la Regione rischia di spezzare il futuro a tante persone

 

«Tagli lineari, indiscriminati e inopportuni, che rischiano di compromettere seriamente il lavoro svolto dai centri di riabilitazione frequentati da migliaia di ragazzi autistici e disabili di tutta la Sardegna. Mi riferisco ai provvedimenti adottati dalla giunta attraverso due recenti delibere (la DGR 7/1 e 7/3) che prevedono la riduzione delle tariffe del 20% ai centri privati accreditati e che sono stati adottati in un periodo complesso e delicato come quello che stiamo affrontando. Con un’emergenza sanitaria di proporzioni immense, tagliare i servizi essenziali alle persone con disabilità fisiche, psichiche e sensoriali è un atto vile e crudele».

La capogruppo del M5S Desirè Manca

La capogruppo del M5S Desirè Manca

Così la capogruppo del m5s Desirè Manca si è unita al coro di protesta dei titolari dei centri di riabilitazione della Sardegna che hanno manifestato la loro contrarietà e preoccupazione per la riduzione delle tariffe, e ha presentato una mozione con carattere d’urgenza (sottoscritta dai consiglieri M. Ciusa, R. Li Gioi, A. Solinas, G. Ganau, F. Agus, L. Caddeo, M. L. Orrù, A. Piu, F. Stara, D. Cocco, M. Zedda, D. Loi, G. Satta, E. Lai ) per chiedere alla Giunta di ritirare o congelare le due delibere contestate, perlomeno per la durata dell’emergenza Coronavirus.

«Provvedimenti di tale portata – sottolinea Desirè Manca –  devono essere la conseguenza di un dialogo costruttivo e del coinvolgimento di tutto l’impianto istituzionale sanitario ed amministrativo del servizio sanitario regionale. Un processo di revisione delle tariffe dei centri di riabilitazione può avvenire soltanto in un momento più idoneo ed a seguito di un proficuo lavoro di concertazione tra tutte le strutture sanitarie ed amministrative del servizio sanitario regionale. In questo momento la Regione pensi piuttosto a tutelare con ogni mezzo la popolazione, specialmente le fasce più deboli».

 

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