venerdì 14 agosto 2020, Aggiornato alle 7:25
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Fanghi di depurazione a Magomadas. L’amministratore delegato della GeCo: tutto nella norma

Lo stabilimento GeCo a Magomadas
Lo stabilimento GeCo a Magomadas

 

Leonardo Galleri è l’amministratore delegato della GeCo SRL di Magomadas, l’azienda incriminata dal video di Mauro Pili che ha fatto il giro del web scatenando polemiche e perplessità sulla questione dell’importazione di questi fanghi di depurazione, soprattutto dal Sud Italia e, in particolare, dalla Puglia.

In realtà, però, sembrerebbe che l’azienda operi in totale conformità della legge e, il giorno dopo lo “scandalo”, non ha avuto problemi ad aprire le porte a giornalisti e telecamere.

Cronache Nuoresi ha intervistato l’amministratore delegato che ha fornito tutte le delucidazioni sul caso. Ecco l’intervista

Lo stabilimento GeCo a Magomadas

Lo stabilimento GeCo a Magomadas

Come avviene il processo di lavorazione di questi fanghi di depurazione? Premesso che l’importazione di questi materiale è perfettamente lecita, noi trattiamo i fanghi residui del processo di chiarificazione delle acque che, nella misura massima del 35%, abbinati alla terra vanno a costituire fertilizzanti essiccati di ottima qualità. I fanghi da noi analizzati in Sardegna, purtroppo, per il momento non hanno quelle caratteristiche, ed è per questo che li abbiamo scartati dal nostro progetto imprenditoriale: Il materiale è tutto tracciato, compresi i viaggi dei camion.

Lo stabilimento GeCo a Magomadas

Lo stabilimento GeCo a Magomadas

L’onorevole Pili vi ha accusato di trasformare la Sardegna nella cloaca del Sud Italia cosa rispondete in proposito? Il nostro centro di compostaggio è uno dei pochi d’Italia a fare questo tipo di trattamento, il famoso documento dell’acquedotto pugliese millantato da Mauro Pili in realtà non è un documento poi così segreto e neppure scottante, visto che è un atto pubblico relativo a una gara d’appalto, peraltro facilmente reperibile su internet: http://www.aqp.it/portal/pls/portal/docs/1/1491555.PDF

Cosa dice il documento. Nel testo non si dice nulla di diverso da quello che abbiamo già detto e cioè che: in Puglia (e in Italia in generale) non è più possibile spargere “tal quali” i fanghi degli impianti di depurazione senza trattamento in agricoltura, come peraltro è consentito tuttora invece in Sardegna e in qualche altra regione (questo è ciò che nel dossier compare come “blocco della riutilizzazione agronomica dei fanghi”). Per cui i depuratori pugliesi, che tengono al loro buon funzionamento, si sono ritrovati nell’esigenza di indire una gara d’appalto, per il trattamento dei loro fanghi negli impianti adeguati. Uno dei quali è il nostro. E non è vero neanche che tutti quei fanghi finiscano qui, come si può evincere dall’integralità del documento.

Lo stabilimento GeCo a Magomadas

Lo stabilimento GeCo a Magomadas

Pili vi accusa di avere personale in nero. La nostra azienda tra operai e figure specializzate – come chimici e biologi – si avvale complessivamente di otto persone, assunte a tempo indeterminato dal mese di agosto, che talaltro vivono in questo territorio – compreso me – che avendo anche tre bambini non mi sognerei mai di avvelenare la mia terra.

Sono stati eseguiti controlli sull’azienda? Regolarmente, i controlli vengono eseguiti ogni mese dagli enti preposti, anche questa mattina erano presenti gli agenti del Corpo Forestale e non hanno trovato niente di irregolare, anzi, tutto è risultato nella norma e sotto controllo, gli odori che si sentono in realtà sono paragonabili a quelli che si percepiscono all’interno di una stalla e non sono mai continui, durano non oltre 20 o 30 minuti a giornata. 

Perché l’uomo che si vede nel video registrato da Pili sta fuggendo. Di fatto, l’unico che si è effettivamente dato alla fuga è stato proprio l’onorevole Pili. Il nostro cancello d’entrata è sempre aperto e avrebbe potuto tranquillamente entrare e chiederci lumi. Se voi, a casa vostra o sul vostro luogo di lavoro, vi accorgeste che qualcuno vi filma o vi osserva, nascosto dietro un muretto a secco, con fare sospetto e poco amichevole, cosa fareste? Il video pubblicato da Pili è fatto a più riprese: la prima parte (in mano alle Forze dell’Ordine), dove si vede il camion che scarica il fango non è stato girato da Pili ma da un’altra persona nel mese di settembre che poi lo ha postato sui social. In realtà li non c’è stato nessuno sversamento ma stiamo facendo quello che in gergo specialistico si chiama marchiatura CEE ovvero preparando una vigna con il prodotto verificato dal NOE.

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