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Un ponte tra Nuoro e Istanbul: la Deledda dialoga con Pamuk

Il pieghevole della Mostra (f. F. Becchere )
Il pieghevole dell'evento (f. F. Becchere )

Nella seconda edizione del “Nobel incontra il nobel” la Deledda dialoga con uno dei più grandi autori contemporanei: Orhan Pamuk nobel 2006

“Senso del luogo, memoria e nostalgia” è  il convegno  in programma il 10 dicembre alle 9. 30 nell’Auditorium Lilliu di via Mereu e che si inserisce  nella seconda edizione del “Nobel incontra il Nobel”.

Conferenza stampa del Nobel incontra il nobel (f. F. Becchere)

Conferenza stampa del Nobel incontra il nobel (f. F. Becchere)

La rassegna inizia a dicembre e si protrarrà fino a maggio 2020.  Due nomi di prestigio della cultura mondiale, entrambi vincitori, a 80 anni di distanza, del premio Nobel per la letteratura: nel 1926 Grazia Deledda, nel 2006 Orhan  Pamuk , i quali, dialogano virtualmente fra loro. Un’edizione quella del 2019- 2020 dal respiro internazionale: dopo quella dello scorso anno che ha visto “interagire” la scrittrice nuorese con Dario Fo, ultimo italiano a ricevere la prestigiosa onorificenza a Stoccolma  per la letteratura (APPROFONDISCI)

Questa mattina, alla conferenza stampa di presentazione dell’evento, hanno partecipato Marcello Mele direttore amministrativo Isre, il professor Duilio Caocci (curatore del convegno), il direttore artistico Francesco Muscau ed il documentarista e responsabile della produzione audiovisiva Ignazio Figus.

«Far incontrare due intellettuali di epoche diverse è un valore perché hanno differenze importanti, pur possedendo analogie sostanziali. Entrambi attingono dall’esperienza diretta del loro viaggio d’origine anche se Pamuk è quasi maniacale sui ricordi pregressi». Ha spiegato il direttore artistico Muscau e il convegno di martedì prossimo cercherà di raccontare questo aspetto.

«La Deledda e Pamuk presentano anche distanze inenarrabili – ha aggiunto professor Caocci, relatore e Segretario della Commissione Nazionale per l’edizione dell’opera omnia di Grazia Deledda – e l’evento è impostato per mettere in relazione i nobel a luoghi e paesaggi. La scrittrice nuorese è distante dal collega turco per cronologia e motivi geografici-culturali, ma in Turchia venne tradotta dagli anni trenta ed addirittura nel 1935 le dedicarono un francobollo, dunque è conosciuta. Sarà lei ad aprire e chiudere questo evento».

La rassegna continuerà nel mese di marzo, quando si inaugurerà una parte del Museo dell’Innocenza di Istambul, in Turchia.  Si tratta di 87 vetrine che prendono ispirazione dal romanzo omonimo di Pamuk ove sono contenuti centinaia di piccoli oggetti, suppellettili, abiti, foto, ritagli di giornale, documenti, condensa tutto il significato del libro.  A Nuoro l’esposizione della mostra sarà allestita nei locali del Museo Etnografico: sono state selezionate 29 vetrine;  parallelamente in questo percorso, l’utente potrà ascoltare un file audio che racconterà ciò che viene esposto in ciascuna  di esse.

«Per  la seconda volta l’esposizione del Museo sarà in Italia: è già stata a Milano ed ora a Nuoro a marzo. Pamuk è un intellettuale a tutto tondo, disegna, fotografa e ci fornirà anche gli schizzi del suo romanzo» conclude Muscau.

Il ciclo di eventi si concluderà con l’arrivo dei grande scrittore turco nel capoluogo barbaricino: il nobel incontrerà i luoghi fisici ed esistenziali dell’altro nobel.

Infine a conclusione della giornata del 10 dicembre Cecilia Mangini e Paolo Pisanelli presenteranno “Grazia Deledda, parole e colori”.  È l’anteprima corposa del documentario – ha spiegato Figus – circa 12 minuti di proiezione su 25 totali, un progetto fortemente voluto dal Giuseppe Pirisi e nato nel 2018: la Mangini accettò immediatamente. Ci sono diversi punti di contatto tra lei e la Deledda: due donne che hanno sfidato con coraggio i pregiudizi, una con la sua penna, l’altra diventando la prima documentarista del dopoguerra, entrambe attente ai temi del l’emancipazione femminile».

F. Becchere

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