mercoledì 11 dicembre 2019, Aggiornato alle 20:13
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Mangiano funghi e finiscono intossicati all’ospedale

Tre persone sono rimaste intossicate in seguito al consumo di funghi non commestibili. Tutti e tre, due uomini e una donna, stanno bene e, dopo un periodo di osservazione in ospedale, sono rientrati a casa.

Il primo, un uomo di 29 anni, è finito al Pronto soccorso dell’ospedale “Giovanni Paolo II” di Olbia nella giornata di domenica, con vomito irrefrenabile e dolori addominali violenti. Stessi sintomi registrati il giorno dopo da padre e figlia (di 66 e 29 anni) di Telti. Il primo aveva consumato una “Ramaria”, anche conosciuto come “cavolfiore”, che se poco cotto o se molto maturo da un punto di vista evolutivo, può creare problemi all’apparato intestinale. Padre e figlia, invece, avevano consumato l’Omphalotus olearius, il cosiddetto “fungo dell’olivo”, una specie velenosa scambiata per il commestibile “Gallinaccio”. Per il trattamento è stato seguito il protocollo da intossicazione alimentare con la consulenza dei micologi.

La Ats Assl di Olbia mette in guardia i cittadini e consiglia di “rivolgersi sempre agli esperti micologi in grado di classificare e fare una cernita esatta e gratuita dei funghi. L’attività dell’Ispettorato Micologico è garantita lunedì, mercoledì e venerdì, dalle 9 alle 13 a Olbia negli ambulatori della Guardia Turistica della struttura sanitaria “San Giovanni di Dio”, in viale Aldo Moro e a Tempio Pausania nel palazzo Ex Inam, in via Demartis. Per ulteriori informazioni 079.678333

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