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Isre: don Gino Rigoldi a Nuoro per il documentario che racconta “l’estate con i propri ragazzi in Sardegna”

Un'immagine del documentario di L'Estate di Gino

Mercoledì 9 ottobre, dalle  9,30 del mattino  nell’Auditorium Lilliu, sarà presente don Gino Rigoldi, per la proiezione del film documentario L’Estate di Gino di Fabio Martina,  che lo vede protagonista della pellicola.

La giornata inizierà con i saluti istituzionali del sindaco di Nuoro Andrea Soddu e del direttore generale dell’Isre Manuel Delogu interverranno il regista Fabio Martina, il direttore Rai Sardegna Giovanni Dettori, il Prefetto di Nuoro Anna Aida Bruzzese, il Garante dei detenuti Giovanna Serra, il Procuratore capo della Procura di Nuoro Patrizia Castaldini, la Direttrice dell’Istituto penitenziario di Badu ‘e Carros Patrizia Incollu e il cappellano di Badu ‘e Carros don Giampaolo Musesu

La pellicola è una coproduzione (Italia 2018, durata: 78’) Circonvalla Film, Habanero, Noura, Nitrato Film, Moovie, realizzato  in collaborazione con Sardegna Film Commission

L’Estate di Gino è un docufilm che racconta l’estate trascorsa in Sardegna da Don Gino Rigoldi – cappellano prossimo alla pensione dell’Istituto di Detenzione Minorile di Milano Beccaria – con gli ex detenuti e i giovani incensurati di cui si prende cura e che porta con sé in vacanza.

Nella splendida cornice dell’Isola passano insieme le loro giornate al mare, a giocare a pallone, a nuotare, a camminare, a chiacchierare; tra uno scherzo, una risata, una discussione animata, conosciamo questi ragazzi – provenienti da tutte le parti del mondo, che ci racconteranno ciò che è stato e quello che sarà della loro vita, facendo emergere il desiderio di ricominciare, di riscattarsi, per poter essere finalmente liberi.

Mostrando la relazione affettiva tra Gino e i suoi “figli”, L’Estate di Gino non è solo un omaggio a questo prete che ha dedicato la sua vita agli altri, soprattutto si pone come una profonda e poetica riflessione sul vero senso di paternità in un’epoca priva di sostanziali punti di riferimento.

Il regista. Brindisino da parte di padre e di madre, autore di documentari e di film di fiction, Fabio Martina, dopo una laurea in filosofia, la frequentazione della Scuola del Cinema di Milano e una lunga collaborazione con l’azienda Rai nell’area regia, firma e produce audiovisivi nella Milano vibrante dei primi anni del 2000. I suoi lavori trattano di temi sociali, etici e filosofici e mettono in discussione i cliché e gli stereotipi della società moderna. Del suo primo film, ha scritto così il critico Grossini del Corriere della Sera: “A due calci dal paradiso”, piccolo cult. Insegna cinema all’Università degli Studi di Milano. Nell’autunno del 2017, esce nelle sale cinematografiche il suo primo lungometraggio di finzione dal titolo “L’assoluto Presente”, prodotto da Circonvalla Film con il sostegno di Fondazione Cariplo, distribuito nei cinema da Scrittoio.

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