mercoledì 20 novembre 2019, Aggiornato alle 19:19
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Nonostante esplicite minacce di morte, proseguiamo a lavorare a testa alta!

 

Lavorare in un territorio complesso come quello in cui ci troviamo a operare ogni giorno non è cosa facile. E quando si è una voce libera e indipendente, – questo di fatto è Cronache Nuoresi, il primo quotidiano online della Sardegna centrale – la cosa si fa ancora più difficile e insidiosa, e il proprio operato visto sempre con diffidenza.

Riportare quotidianamente fatti di cronaca locale, che il più delle volte vanno a toccare i punti deboli della società, ci espone di continuo a critiche e insulti, più o meno pesanti. Il fatto di utilizzare i social come canali di diffusione delle notizie, poi, dà adito a commenti denigratori del nostro lavoro o che sminuiscono la notizia stessa come fatto di poco conto o di irrilevanza sociale.

Questa volta la risposta di un lettore a una notizia certa, verificata presso le opportune sedi, ha superato il limite dell’accettabile: con un messaggio privato, scritto in lingua sarda e inviato alla nostra redazione, lo stesso, ha minacciato espressamente di morte la redazione.

Sul fatto hanno preso posizione l’Ordine dei giornalisti della Sardegna e l’Associazione della stampa sarda, che in una nota scrivono:

“L’Ordine dei giornalisti della Sardegna e l’Associazione della stampa sarda esprimono piena solidarietà alla redazione di Cronache Nuoresi, oggetto di minacce di morte per aver svolto correttamente il proprio ruolo nel panorama dell’informazione locale.

La redazione di Cronache Nuoresi fa parte di una comunità professionale ampia e forte, tenuta insieme dall’amore per la libertà di informare e di essere informati. Siamo in tanti – tutti gli iscritti all’Ordine, tutti gli iscritti al sindacato – a respingere questi inaccettabili tentativi di intimidazione e a chiedere alle istituzioni democratiche di vigilare insieme a noi sulla libertà di cronaca”.

Noi, intanto, dal canto nostro, continuiamo a svolgere il nostro lavoro a testa alta, certi che il grosso dell’opinione pubblica locale (e non solo) ne apprezzi la correttezza e l’obiettività.

 

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