venerdì 20 settembre 2019, Aggiornato alle 15:46
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Torpè al via il cantiere del maxi potabilizzatore che trasformerà la fanghiglia del Maccheronis in acqua

La planimetria del nuovo potabilizzatore

 

Produrrà quasi un milione e mezzo di litri all’ora trasformando la fanghiglia del Maccheronis in acqua di ottima qualità.  Al via i lavori del maxi-potabilizzatore di Torpè al servizio dell’Alta Baronia e della Bassa Gallura. Il primo ottobre prenderà vita il cantiere per l’opera strategica che risolverà le criticità del servizio idrico nei Comuni di Torpè, Siniscola, Posada, Budoni e San Teodoro. Il punto della situazione è stato fatto ieri durante l’incontro a Posada con il sindaco Roberto Tola, il primo cittadino di Torpè Omar Cabras, l’amministratore unico di Abbanoa Abramo Garau e il direttore generale Sandro Murtas.

 

Sindaci soddisfatti. «Finalmente si avviano i lavori del potabilizzatore intercomunale di Maccheronis a Torpè», commenta il sindaco di Posada, Roberto Tola: «si tratta di un intervento che aspettavamo da anni, una volta conclusi i lavori e realizzate le dorsali, il nostro territorio potrà dire addio alle innumerevoli ordinanze di non potabilità e di carenza d’acqua. Un sevizio adeguato e fondamentale come l’acqua, è il presupposto fondamentale allo sviluppo, anche in chiave turistica, dei nostri comuni. Un ringraziamento per queste importanti opere, che avranno anche una ricaduta occupazionale, va alla Regione e ad Abbanoa, per la costante attenzione alle problematiche del nostro territorio». Parole condivise dal collega di Torpè: «È con grande soddisfazione che annunciamo l’effettivo inizio dei lavori di quest’opera pubblica», sottolinea Omar Cabras,  «che, dopo tante attese finalmente risolverà gli annosi problemi idrici che da decenni ormai presentano su questa parte di territorio soprattutto durante la stagione  estiva. Le nostre popolazioni e i numerosi turisti che visitano la nostra isola, non credo abbiano più la pazienza di continuare a sostenere tali disagi: l’avvio di quest’opera arriva quindi allo stato di limite di sopportazione. Confidiamo quindi  in una rapida esecuzione dei lavori nel rispetto dei tempi di consegna come previsto dal  cronoprogramma».

 

Opera strategica.  Il territorio è stato interessato da una forte espansione edilizia e una marcata vocazione turistica: Abbanoa, però, aveva ereditato un sistema di approvvigionamento basato su piccoli impianti inadeguati e reti colabrodo. Non esisteva nemmeno  un piano organico di investimenti: da una parte un progetto per un impianto senza alcun collegamento (la più classica “cattedrale nel deserto”) e dall’altra tubature allacciate al nulla. In questi anni i tecnici del Gestore unico sono stati impegnati a dare realmente gambe a opere attese da decenni ottenendo i finanziamenti, impegnando le risorse con gli appalti e integrando i diversi interventi. E’ stato definito un programma: le risorse impegnate superano i 38 milioni di euro di cui 24 destinati proprio al maxi-potabilizzatore.

 

Il potabilizzatore. Questa fabbrica di acqua potabile sorgerà nei pressi dello sbarramento del Maccheronis e avrà una capacità di 390 litri al secondo: quasi un milione e mezzo all’ora. La filiera di trattamento, progettata per offrire il massimo della flessibilità, consentirà di far fronte agli andamenti stagionali della popolazione risolvendo definitivamente tutti i problemi di potabilità e carenza d’acqua attualmente presenti nel periodo estivo. In questi giorni i tecnici stanno completando l’acquisizione delle aree per la viabilità di accesso alla zona del cantiere: il primo ottobre operai specializzati e mezzi meccanici entreranno in azione avviando i lavori di realizzazione dell’opera che sarà pronta alla fine del 2020 e collaudata nei mesi successivi.

 

Gli appalti. In parallelo stanno procedendo anche gli altri tre appalti per la realizzazione dell’acquedotto che consentirà di distribuire l’acqua potabilizzata nell’impianto a tutti i centri serviti. Ventiquattro milioni di euro sono relativi ai due maxi interventi per realizzare la dorsale centrale e la dorsale nord-sud. Sono stati finanziati tramite i fondi Cipe 27 destinati a opere strategiche nel settore idro-potabile ottenuti da Abbanoa tramite le premialità per i risultati ottenuti. Ulteriori 2 milioni di euro sono impegnati, invece, per l’interconnessione tra il potabilizzatore e il nuovo acquedotto.

 

Le dorsali. La dorsale centrale che andrà dal potabilizzatore al partitore (diramazione) in località di Monte Idda. Quella nord-sud sarà collegata a questo partitore e si estenderà lungo la fascia costiera dalla località Cuccuru e Janas a Siniscola fino al partitore di Limpiddu in territorio di Budoni alimentando anche San Teodoro. Le condotte saranno realizzate con soluzioni innovative che consentiranno di gestire in modo efficiente la distribuzione della risorsa idrica sia della sorgente di Fruncu e Oche sia quella potabilizzata dal Maccheronis.

 

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