NUORO – Lo sport nuorese sta attraversando una crisi senza precedenti, culminata nel rischio concreto che la Nuorese Calcio abbandoni la città. Lo afferma Bastianella Buffoni, Consigliera Comunale di “SiAmo Nuoro” e componente della Commissione Sport, non si tratta di un episodio isolato o di una problematica puramente tecnica, ma dell’ennesimo fallimento politico di un’amministrazione comunale incapace di garantire le condizioni minime per la pratica sportiva.

Nuorese Calcio
CRISI NUORESE – IL RISCHIO DI UN ADDIO STORICO – Il grido d’allarme lanciato dalla storica società verdazzurra è emblematico: il presidente della Nuorese ha chiaramente affermato che, senza un pareggio dei conti e la risoluzione delle pesanti criticità strutturali che affliggono il campo Frogheri, la permanenza in città non sarà più sostenibile. Una prospettiva che la consigliera Buffoni definisce un danno incalcolabile per l’immagine e il futuro di Nuoro, accusando il Comune di rispondere alle richieste di certezze delle società solo con riunioni inconcludenti e promesse mutevoli.

L’intervento in aula di Bastianella Buffoni (foto S.Novellu)
IMPIANTI FATISCENTI – IL QUADRO DEL DISAGIO – La situazione delle strutture cittadine viene descritta come desolante. Al Frogheri i lavori risultano ancora al palo, mentre per Sa e Sulis si sarebbe ancora ferma alla fase di progettazione. Non va meglio negli altri settori: l’intervento al Campo scuola non è completato e la piscina comunale resta chiusa per lavori la cui data di conclusione rimane incerta. A questo si aggiunge il ritardo nella programmazione per l’assegnazione delle palestre e delle nuove strutture all’ex artiglieria, che rischiano di non essere fruibili alla ripresa delle attività a settembre.

Gianni Pittorra
MANCANZA DI VISIONE – UN’AMMINISTRAZIONE CHE RINCORRE – Il fallimento della Consulta dello Sport, definita fallimentare dalle stesse associazioni, è per Buffoni il simbolo di una gestione priva di direzione chiara. Secondo la consigliera, l’amministrazione non governa ma rincorre le emergenze, ricalcando lo schema già visto per Pratosardo, Abbanoa e la rottamazione. La richiesta è un cambio di rotta radicale che metta lo sport al centro di una priorità strategica basata su impianti moderni, programmazione pluriennale e un ascolto reale delle realtà del territorio, per evitare che la città perda la propria identità e il proprio senso di comunità.
