mercoledì 16 ottobre 2019, Aggiornato alle 12:09
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Parco Tepilora: al via la rassegna cinematografica sull’antropologia visuale

Un felice connubio tra l’antropologia visiva e il mezzo cinematografico, ha portato alla nascita di “Antropologia di Lodè – Ambiente, storia e cultura di una comunità del Parco di Tepilora”, una rassegna cinematografica all’aperto che si svolgerà nei primi tre venerdi del mese di settembre nel giardino della chiesa di San Giovanni a Lodè.

La rassegna è promossa dall’Associazione Adotta un albero – CEAS Montalbo di Lodè e dal Parco di Tepilora, in collaborazione con la Parrocchia Sant’Antonio di Lodè, con il patrocinio dell’ISRE e con l’aiuto dell’Ufficio Lingua e Cultura Sarda dell’Unione dei Comuni del Montalbo. Un progetto ideato e realizzato dal CEAS Montalbo e che dopo due anni di lavorazione nel biennio 2018/2019 è finalmente pronto per essere mostrato al pubblico lodeino e non solo.

Aimone Sechi e Angelo Canu, ideatori e creatori dei filmati, dicono di questo lavoro: «tre docufilm di una comunità ripresa nella vita quotidiana, ma anche nella sua complessa rete di significati e di significanti condivisi dai membri della comunità stessa. Un vero e proprio studio antropologico che mette in vetrina una molteplicità di segni inscritti nelle conoscenze, nel linguaggio verbale e non, sui corpi e sul paesaggio culturale, segni che diventano veicoli visuali di una cultura».

Veicoli visuali dell’espressione culturale diventano così i saperi gastronomici, le tipologie abitative, la poesia, i rumori della natura che circondano l’uomo, l’artigianato, la musica ed anche le attività didattiche dei bambini e dei ragazzi delle scuole. Nello stesso modo, il paesaggio viene strutturato affinchè possa trasmettere determinati concetti, attraverso la forma e la decorazione delle abitazioni, dei centri abitati, dei suoi luoghi rituali, degli oggetti e degli utensili. La nascita del Parco di Tepilora, oltre che a tutelare e migliorare l’equilibrio esistente tra l’ambiente e l’uomo, sta poi sistematicamente trasformando la prospettiva stessa della natura che viene plasmata secondo forme e modelli che offrono una rappresentazione nuova della cultura stessa che li ha prodotti.

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