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Minacce “mafiose” al Vicesindaco di San Teodoro: “Non ricandidarti”

Uno scorcio dell'abitato di San Teodoro
Uno scorcio dell'abitato di San Teodoro

 

Dopo l’attentato esplosivo contro la sede del Pd a Dorgali, e quello al sindaco di Cardedu Matteo Piras, cui è stata data alle fiamme l’auto, il terzo bersaglio nel giro di 24 ore è il vicesindaco di San Teodoro, Alberto Melinu, di area centrosinistra con un passato in Rifondazione Comunista.

Una lettera intimidatoria, con un “invito” a non ripresentarsi alle elezioni del prossimo anno è stata recapitata a casa dell’amministratore del centro turistico. Una missiva “mafiosa”, come l’ha definita il sindaco della cittadina Domenico Mannironi, secondo il quale in questo modo «si va ad inquinare la sorgente della democrazia».

Uno scritto anonimo, molto circostanziato e ricco di dettagli sulla vita privata e pubblica di Melinu, il quale non commenta l’accaduto ma dice di volere aspettare le indagini delle forze dell’ordine. E la sua eventuale sua ricandidatura? «In questo momento non è nei miei pensieri qualsiasi ragionamento sul mio futuro politico», dice.

Nel frattempo si sta sta creando un clima di paura in coloro che governano gli enti locali dell’Isola, già troppo spesso abituati ad atti intimidatori gravi: auto bruciate, spari contro case, municipi e telecamere di sorveglianza e colture agricole o altre proprietà devastate. Quest’anno se ne contano già 11, a partire da Capodanno, quando gli abitanti di Esporlatu, si sono risvegliati con i sistemi di videosorveglianza, appena montanti dal Comune, distrutti a fucilate. Un vero record in negativo per il centro del Sassarese con cinque intimidazioni tra il 2018 e il 2019, anche se il territorio più colpito nel 2019 è il Nuorese, con ben 9 episodi. Lo scorso anno sono stati invece 52 con 15 casi nel Sassarese.

Di fronte all’escalation di attentati il Consiglio regionale della Sardegna ha approvato una mozione che sollecita un intervento del Governo nazionale mentre il presidente dell’ANCI Sardegna, Emiliano Deiana, ha scritto al prefetto di Cagliari Bruno Corda per richiedere la convocazione urgente dell’Osservatorio regionale sul fenomeno.

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