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Sanità. Riorganizzazione delle rete oncologica sarda. Arru presenta gli indirizzi

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In Sardegna sono 70 mila le persone con una diagnosi di tumore seguite dai reparti di oncologia. Sono 9 mila i nuovi casi registrati nel corso del 2017. Secondo i dati Istat 2014, ci sono 4847 decessi per tumore. Sono alcuni dei dati forniti ieri nel corso della presentazione della delibera – approvata lunedì dalla Giunta – che getta le basi per la riorganizzazione della rete oncologica regionale.

Insieme all’assessore della Sanità, Luigi Arru, erano presenti anche gli oncologi Daniele Farci e Mario Scartozzi, componenti del Coordinamento della Rete oncologica, istituito con decreto alla fine dello scorso anno. Entrambi hanno sottolineato come le reti, in altre realtà nazionali, abbiano favorito la gestione del paziente oncologico e il raggiungimento di risultati positivi sul fronte della prevenzione e della cura dei tumori. Al Coordinamento è affidato il compito di individuare percorsi che favoriscano la collaborazione e la sinergia tra i professionisti, la diffusione di conoscenze e la condivisione collegiale di protocolli di cura.

«La riforma ospedaliera approvata a ottobre – ha ricordato l’assessore Arru – definisce di interesse strategico la rete dell’oncologia, che si configura come una disciplina che abbraccia sia le aree territoriali, sia quelle specialistiche ospedaliere che di ricerca. Come certificato anche dall’ultimo Programma nazionale Esiti, c’è troppa frammentazione nella risposta al paziente oncologico e una distribuzione dei servizi non omogenea. Non c’è stato finora il coraggio di fare atti di programmazione che favoriscano il lavoro in rete degli operatori.  L’obiettivo adesso è quello di assicurare al paziente una presa in carico totale e sul territorio. Secondo la complessità del caso e il tipo di tumore, il malato oncologico verrà indirizzato verso uno dei centri di riferimento regionale, i trattamenti successivi dovranno essere seguiti a livello territoriale e, laddove possibile, secondo il principio della prossimità».

COMPITI DEL COORDINAMENTO. I professionisti che fanno parte del Coordinamento dovranno indentificare i centri di riferimento per le principali patologie oncologiche, sulla base dei volumi minimi di attività; definire i percorsi di cura multidisciplinare e multi-professionale nell’ambito della continuità di cura tra ospedale e territorio; sviluppare sistemi di verifica per il monitoraggio dell’appropriatezza dei percorsi di cura e del trattamento oncologico.

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