ConFimprenditori Sardegna: “riscontrate nel 2016 oltre 4mila violazioni sui luoghi di lavoro sardi”

Sonia

ConFimprenditori Sardegna: “riscontrate nel 2016 oltre 4mila violazioni sui luoghi di lavoro sardi”

lunedì 08 Maggio 2017 - 10:12
ConFimprenditori Sardegna: “riscontrate nel 2016 oltre 4mila violazioni sui luoghi di lavoro sardi”

 Seddone:«manca un’adeguata formazione e informazione in materia di salute e sicurezza»

La premiazione di Gianfranco Seddone (foto S.Novellu)

A sinistra Gianfranco Seddone (foto S.Novellu)

La vigilanza in materia di tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro svolta nell’anno 2016 nel territorio regionale ha interessato  7189 aziende con una forza lavorativa di 5041 addetti ed ha consentito di riscontrare 4213 violazioni con una percentuale del 62,14% di irregolarità, introitando nelle casse dello stato Italiano sanzioni penali e amministrative 2.337.746 Euro.

Lo rende noto l’associazione di categoria ConFimprenditori Sardegna.

Secondo i dati le violazioni accertate sono state quelle sul lavoro nero di 2030 dipendenti; sulla sicurezza 980 e 488 violazioni penali, cosi suddivisi nelle quattro province sarde

Nuoro/Ogliastra:

Ispezionate 987 aziende, 558 irregolari, forza lavorativa 1266 addetti, 283 lavoratori in nero, 52 violazioni sulla sicurezza, 44 violazioni penali, sanzioni riscosse € 294.126,00. Percentuale di irregolarità 59,42%.

Sassari/Olbia:

ispezionate 2083 aziende, irregolari 1254, forza lavorativa 1099, 659 lavoratori in nero, 324 violazioni sulla sicurezza, 72 violazioni penali, sanzioni riscosse 577.905 €. Percentuale di irregolarità 63,33%.

Cagliari/Oristano

ispezionate 4119 aziende, irregolari 2401, forza lavorativa 2676, lavoratori in nero 1088 violazioni sulla sicurezza, 604 violazioni penali 372, sanzioni riscosse 1.465.715,00 € . Percentuale di irregolarità 62,19%.

«Esiste una diffusa carenza di attenzione da parte delle imprese ispezionate, con particolare riferimento agli obblighi del datore di lavoro in materia di sorveglianza sanitaria dei lavoratori e in materia di formazione e informazione – precisa il direttore Gian Franco Seddone. Le violazione rilevate dagli ispettori del lavoro, in riferimento ai rischi nell’utilizzo di attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione collettivi ed individuali, dimostrano unanon adeguata attenzione da parte datoriale alle misure di prevenzione relative alle situazioni di maggior pericolo per l’incolumità dei lavoratori. È vero che la sicurezza ha un grande costo per l’impresa. L’assunzione di ogni operaio, prima di prendere servizio dev’essere sottoposto a visita medica, sostenere il corso di primo soccorso, antincendio, RSPP (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione), oltre alla richiesta dei documenti di assunzione, alla fornitura dell’ abbigliamento di lavoro, scapre infortunitiche, guanti, casco, occhiali, cintura di sicurezza, il tutto per una spesa di circa € 1.500,00 euro».

«I rischi sono a carico dell’impresa anche quando l’operaio non rispetta il DPI (dispositivo di protezione individuale) che è l’uso dell’attrezzatura che viene fornita dal datore di lavoro – conclude il direttore. Il non rispettare dette disposizioni, l’azienda è punibile penalmente per un mese di arresto oppure per una sanzione pecuniaria da euro 200,00 a euro 600,00 per dipendente».

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