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“Latte di mamma a mm 0”: domenica l’iniziativa dell’ASL di Nuoro per la Settimana Mondiale dell’Allattamento

 

Il latte di mamma è l’unico alimento adatto per il bambino: nutre in modo completo ed è, da solo, sufficiente sino al sesto mese di vita.

A chiusura della settimana Mondiale dell’Allattamento, dal tema ”Allattamento: una chiave per lo sviluppo sostenibile”, la ASL Nuoro,  che da anni ricorda l’evento, attraverso la Unità Operativa Pediatria di Comunità, diretta dal Dott. Francesco Fadda, è promotrice dell’iniziativa “Latte di mamma a mm. 0”, che si svolgerà la mattina del 9 ottobre all’EXME, in piazza Mameli a Nuoro, con la collaborazione dei Consultori, la partecipazione dell’UNICEF e il contributo dell’Agenzia Laore Sardegna e dell’Associazione “Biosardinia”, che allestirà uno stand all’interno del Mercato del Contadino Biologico.

L’evento avverrà di concerto con le ASL di Sassari, Carbonia e Oristano. Un’occasione  in più per promuovere l’allattamento al seno, questa volta dal punto di vista dello sviluppo sostenibile.

«L’allattamento al seno – spiega la Dott.ssa Damiana Spanu, Referente Aziendale Gruppo Tecnico Regionale Allattamento presso la Pediatria di Comunità dell’ASL di Nuoro – riguarda tutti, coinvolge enti e istituzioni, ed è fondamentale impostare il discorso di promozione della salute sullo sviluppo di reti e di alleanze che vedano la comunità unita verso l’interesse sociale: le condizioni del vivere e le abitudini quotidiane, come risultato dell’azione di tutta la società; il lavoro sui comportamenti – quindi – non può che essere inter-istituzionale, interdisciplinare, inter-professionale, trasversale a diversi settori. L’allattamento e l’alimentazione del neonato e del bambino ben si collegano con gli obiettivi di sviluppo sostenibile».

Da qui il coinvolgimento dell’Agenzia Laore Sardegna e dell’Associazione “Biosardinia”, impegnati attivamente nel territorio sul tema dello sviluppo sostenibile e dell’educazione alimentare; il mercato “Biosardinia” rappresenterà lo spazio di incontro reale dove gli operatori della U.O. Pediatria di Comunità e dei Consultori  Aziendali, insieme alle mamme stesse, saranno presenti per le altre donne, in uno spazio che vuole essere di informazione,  confronto e riflessione.

Sono le difficoltà e la mancanza di risposte al momento opportuno, talvolta, la causa di abbandono da parte di una madre che pur vorrebbe allattare il proprio figlio.

Durante la mattinata si parlerà di alimentazione e come questa sia importante, già dalla gravidanza, per la salute del nascituro.

Il latte di mamma costituisce una fonte di nutrimento e sostentamento salutare, costante, non inquinante, rinnovabile, sostenibile e naturale; salvaguarda la salute e la nutrizione infantili in situazioni di calamità e disastri collegati al clima e dovuti al riscaldamento globale.

Si parlerà anche dell’influenza di una madre responsiva, di un buon attaccamento madre-neonato e di come una buona conoscenza della fisiologia della gravidanza e dell’allattamento, quindi delle proprie capacità fisiche, rendano superabili molte delle criticità che, talvolta, occorrono. Di come, soprattutto, l’allattamento in maniera esclusiva sino al sesto mese, e l’alimentazione complementare dopo, siano un guadagno di salute sino all’età adulta.

È doveroso, infatti, da parte degli operatori sanitari, sostenere ogni madre che voglia allattare, nel modo corretto, rispettando scelte, culture e tradizioni, ma – soprattutto – garantendo l’accesso all’informazione e alle procedure corrette, possibilmente coinvolgendo nelle scelte anche il padre, perché anche egli, fin dall’inizio, sia responsabile della salute del proprio figlio.

È aumentata anche la sensibilità verso l’argomento da parte delle istituzioni e delle politiche sanitarie: il tema del sostegno all’allattamento è presente, infatti, anche nell’ultimo Piano Regionale della Prevenzione 2014-2018, dove il Programma P-1.2: “Comunità in salute”, avente il macro obiettivo di “ridurre il carico prevedibile e evitabile di morbosità, mortalità e disabilità delle malattie non trasmissibili”, vede tra i fattori di rischio la mancanza di allattamento al seno. Il Programma ha l’obiettivo, come si legge nel Piano Regionale, di  “Promuovere il modello OMS/Unicef “Insieme per l’Allattamento: Ospedali & Comunità Amici dei Bambini uniti per la protezione, promozione e sostegno dell’allattamento materno nel territorio regionale” con gesti concreti che vedono la messa in campo di fondi per le varie azioni previste e il lavoro unito delle ASL.

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