NUORO – Tensioni nella coalizione di governo a Palazzo civico, dove è in corso un duro scontro tra la lista civica «Uniti» e il segretario cittadino e capogruppo del PD Giovanni Mossa. La miccia è esplosa sulla gestione delle dinamiche interne alla Maggioranza e sulla scelta delle deleghe di Giunta, spingendo il sindaco Emiliano Fenu a intervenire per richiamare tutti alla responsabilità e spostare l’attenzione sui risultati amministrativi.

Il consiglio comunale (foto S.Novellu)
UNITI CONTRO MOSSA – A far traboccare il vaso sarebbero state le prese di posizione del capogruppo DEM sui passaggi legati all’esecutivo. «Se vuole concorrere a decidere chi siederà in Giunta su indicazione di Uniti, si iscriva al nostro movimento. Diversamente, rispetti la nostra autonomia», attaccano i rappresentanti della lista civica. Nel mirino finisce la duplice veste di Mossa e l’atteggiamento tenuto nei confronti degli alleati: «Un ruolo per il quale occorrono comprovata legittimazione e riconosciuta autorevolezza, qualità che allo stato Mossa non possiede. Si preoccupi piuttosto del malcontento della base del proprio partito e di qualche consigliere seduto al suo fianco, infastiditi da questo atteggiamento da bulletto di cortile che mina profondamente i rapporti con gli alleati». Da «Uniti» arriva quindi l’invito diretto al primo cittadino a «disinnescare queste inutili intemerate» e a garantire un confronto rispettoso dei ruoli.

Giovanni Mossa (foto S.Novellu)
LA REPLICA DEL SINDACO – La risposta del sindaco Emiliano Fenu non s’è fatta attendere: «Le discussioni interne alla maggioranza devono avere un peso proporzionato rispetto alle responsabilità che abbiamo verso Nuoro. Ai cittadini dobbiamo rispondere sui servizi, sulle strade, sugli impianti sportivi, sulle opportunità per i giovani, sul sostegno alle famiglie e alle imprese. Sono queste le priorità sulle quali devono concentrarsi le nostre energie». Fenu richiama la coalizione alla misura delle parole e al rispetto dei ruoli, ribadendo che i confronti politici vanno affrontati nelle sedi opportune.
“COSA ABBIAMO FATTO” – Per dimostrare la continuità dell’azione di governo, il primo cittadino rivendica i traguardi già incassati: dalla copertura del disavanzo tecnico con risorse regionali alla riduzione della TARI e alla definizione agevolata delle entrate. Sul fronte delle infrastrutture spicca l’avvio del Centro Intermodale come capolinea dei servizi extraurbani, insieme all’approvazione dei regolamenti su commercio, terre civiche e sostegno ai fragili, e alle assunzioni di personale tecnico, informatico e di Polizia locale. Avanzano anche gli atti per la variante di via Pavia e la progettazione della strada Nuoro–Lollove.
Sul campo delle opere pubbliche si registra il completamento dei lavori agli impianti dell’ex Artiglieria (dove resta da ultimare la recinzione), mentre prosegue l’iter per lo stadio Frogheri, il campo scuola Tommaso Podda, la piscina di via Lazio e l’Anfiteatro. All’ex Artiglieria procede inoltre il collaudo del campus universitario, la definizione dei contratti per il padiglione INGV nella prospettiva dell’Einstein Telescope e l’assegnazione dei locali per la Scuola forestale, accanto alle procedure per il bando alloggi, l’ambulatorio solidale, le isole ecologiche, la gestione di Pratosardo e la tutela dei servizi territoriali come Poste.

Un intervento di Pierluigi Saiu (foto S.Novellu)
UNO SPETTACOLO IMBARAZZANTE – Un quadro difensivo che però non ha fermato la stangata arrivata dai banchi delle Minoranze. Il gruppo consiliare «Siamo Nuoro» è intervenuto a gamba tesa con una nota durissima, parlando di uno spettacolo imbarazzante e di una politica cittadina che sembra aver smarrito la propria missione. Secondo l’Opposizione, le accuse reciproche e l’uso di termini come «bulletto di cortile» confermano l’assenza di guida e il silenzio del sindaco, con ripercussioni negative sulla fiducia dei cittadini.
«Siamo Nuoro» si punta il dito contro i nodi irrisolti della città: la questione Pratosardo bloccata tra Consorzio e Comune, le promesse sui campi da gioco e sull’anfiteatro, la gestione dei parcheggi senza proposte concrete e lo stallo sull’università, a fronte dei milioni intercettati da Olbia. L’opposizione evidenzia anche la mancanza di programmazione culturale, definita grave nell’anno del centenario del Nobel a Grazia Deledda, del Premio Campiello a Marcello Fois e della candidatura sfumata a Capitale italiana del Libro, rivendicando che gli unici interventi approvati per le imprese portano la firma della Minoranza. La nota si chiude accusando la Maggioranza di contendersi il potere senza saperlo esercitare, sostenendo che a poco più di un anno dalle elezioni il progetto di governo sia ormai arrivato al capolinea.
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