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L’inflazione morde, le scuole crollano: Nuoro si unisce allo sciopero generale contro caro vita e riarmo

di Sonia Meloni
venerdì 30 Ottobre 2026 - 12:15
L’inflazione morde, le scuole crollano: Nuoro si unisce allo sciopero generale contro caro vita e riarmo

Nuoro, manifestazione contro il carovita e il riarmo (foto S.Novellu)

NUORO – Il coro è unanime, stipendi bloccati da anni di fronte a un costo della vita che continua a salire inesorabilmente e arrivare a fine mese diventa sempre più difficile, sotto il peso soffocante dell’inflazione sui bilanci familiari e la scelta di destinare risorse crescenti al settore militare a scapito di scuola, cultura e servizi pubblici, spesso lasciati in condizioni fatiscenti.
Sono le motivazioni al centro dello sciopero generale che oggi ha paralizzato diverse attività in tutta Italia e che ha visto un’ampia adesione anche in Sardegna. Come a Cagliari e Sassari, anche Nuoro ha risposto con forza: studenti, lavoratori e sigle sindacali si sono dati appuntamento davanti al palazzo comunale per dar vita a un corteo partecipato e rumoroso, che ha attraversato le vie principali del centro cittadino per dare voce al disagio sociale ed economico che attraversa il Paese. Tra le fila dei manifestanti era presente anche il sindaco Emiliano Fenu e alcuni rappresentanti del Consiglio Comunale, confermando la linea di aperto dissenso dell’amministrazione contro i conflitti internazionali e la guerra in Palestina, posizione plasticamente simbolizzata dalla bandiera palestinese esposta sulla facciata della sede civica.

Nuoro, manifestazione contro il carovita e il riarmo (foto S.Novellu)

Nuoro, manifestazione contro il carovita e il riarmo (foto S.Novellu)

A metà del percorso, prima di raggiungere i giardini di piazza Vittorio Emanuele, una delegazione composta da studenti e rappresentanti sindacali dell’Unione Sindacale di Base e del Coordinamento Studenti Nuoro è stata ricevuta nel palazzo di governo, dove ha consegnato direttamente al prefetto un documento ufficiale contenente le ragioni della mobilitazione. Nel testo, le sigle promotrici chiedono al Governo interventi urgenti per il controllo dei prezzi dei beni di prima necessità, l’eliminazione dell’IVA, lo stop agli sfratti e l’adeguamento dei salari al costo della vita, contestando fermamente i decreti sicurezza, la corsa al riarmo e il supporto bellico nei contesti di guerra come l’Ucraina e la Palestina. Ampio spazio è stato dedicato alle criticità specifiche del territorio sardo, già gravato dalle servitù militari, dall’incombenza della speculazione energetica e dai disagi legati all’insularità e ai trasporti: una situazione drammatica che nella provincia barbaricina vede il 30 percento della popolazione inattiva e alimenta la fuga dei giovani, spinti da un tasso di dispersione scolastica che raggiunge il 17,3 percento. Gli studenti e i lavoratori hanno infine denunciato i continui tagli all’autonomia scolastica, i problemi del pendolarismo e la carenza di strutture e laboratori agibili, ribadendo un no netto alla riduzione dei fondi per l’istruzione pubblica.

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