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IA. Videosorveglianza: le nuove norme biometriche tra esigenze d’indagine e tutela della privacy

martedì 27 Ottobre 2026 - 06:39
IA. Videosorveglianza: le nuove norme biometriche tra esigenze d’indagine e tutela della privacy

Telecamera di videosorveglianza (IA)

L’impiego delle tecnologie di riconoscimento facciale e l’analisi dei dati biometrici tornano al centro del dibattito nazionale all’indomani delle devastazioni che hanno interessato il centro di Milano nel corso delle recenti manifestazioni. Le forze dell’ordine e gli inquirenti stanno infatti esaminando l’ingente mole di filmati acquisiti dai circuiti di videosorveglianza cittadina, dalle telecamere di sicurezza degli esercizi commerciali e dai video pubblicati sui canali social per identificare i responsabili dei disordini e degli atti vandalici.

L’attività investigativa poggia sulla cornice normativa definita dal decreto legislativo di attuazione del Regolamento europeo sull’Intelligenza Artificiale, che ha stabilito criteri rigidi per l’uso dei sistemi tecnologici da parte delle autorità di pubblica sicurezza. Se da un lato l’esecutivo ribadisce la legittimità dell’analisi biometrica a posteriori limitata a soggetti indiziati per reati di particolare gravità e subordinata al controllo giudiziario, dall’altro la vicenda riaccende l’attenzione dei giuristi e del Garante per la protezione dei dati personali sui rischi legati a un potenziale sconfinamento degli strumenti di tracciamento.

Le criticità evidenziate dagli esperti riguardano in primo luogo la percentuale di errore intrinseca agli algoritmi, in grado di generare falsi positivi in presenza di immagini sgranate, scattate in condizioni di scarsa illuminazione o con volti parzialmente coperti. A ciò si aggiunge il timore di un effetto deterrente sulla partecipazione alle manifestazioni pubbliche pacifiche, dove la sensazione di un controllo automatizzato potrebbe scoraggiare il regolare esercizio dei diritti democratici. Sullo sfondo restano infine i dubbi relativi alla sicurezza delle banche dati biometriche a fronte di possibili attacchi informatici e il pericolo di una progressiva estensione delle finalità d’uso delle riprese verso forme di sorveglianza d’ampio raggio, rischi per arginare i quali la legge impone la sempre necessaria validazione umana di ogni riscontro tecnologico. (S.Nov.)

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