Arte, amicizia e impegno civile si incontrano negli spazi del Museo di Arte Moderna e Contemporanea Antonio Ortiz Echague di Atzara. Domenica 24 maggio 2026, alle ore 18:00, aprirà ufficialmente i battenti la mostra intitolata “Ar(e)tè. Paolo Pillonca e la virtù nell’amicizia”, un progetto espositivo di ampio respiro che mette al centro il profondo legame tra la produzione artistica, la cultura, i rapporti umani e la responsabilità civile. Il titolo della rassegna richiama esplicitamente il concetto greco di aretè, inteso come un’eccellenza che supera il semplice talento individuale per farsi capacità di esprimere la parte migliore di se stessi mettendola al servizio della comunità. Da questa premessa nasce il doppio significato di una proposta che unisce arte e virtù, bellezza e valore, memoria e impegno concreto. Lungi dal proporre una lettura puramente celebrativa o nostalgica del passato, il percorso offre una riflessione attualissima sul rapporto tra talento personale e dovere verso la collettività.
Il fulcro dell’esposizione si sviluppa attorno alle figure di Paolo Pillonca e Antonio Corriga, protagonisti assoluti di una straordinaria stagione culturale che ha saputo raccontare la Sardegna come una realtà viva, pulsante e costantemente attraversata da memoria, lingua, trasformazioni sociali e un forte senso della comunità. Se Pillonca ha esplorato questo patrimonio umano attraverso la forza della parola e la ricerca antropologica sulla poesia in limba, Corriga ha restituito nei suoi dipinti i volti, i riti e i paesaggi dell’Isola, definendo uno sguardo personalissimo sulla contemporaneità sarda. Attorno a questo nucleo centrale, la mostra si apre a una dimensione corale e mette in relazione una vera e propria costellazione di artisti, fotografi, scultori e intellettuali che hanno interpretato l’identità isolana. Tra le opere esposte si potranno ammirare i contributi di grandi firme come Pinuccio Sciola, Aligi Sassu, Antonio Atza, Giuseppe Carta, Sisinnio Usai, Meloniski da Villacidro, Salvatore Ligios e Domenico Ruiu.
Atzara si conferma così il luogo ideale per ospitare un simile racconto collettivo, forte di una tradizione storica che lo ha visto da sempre come un punto d’incontro privilegiato tra sensibilità e generazioni differenti, a partire dall’epoca dei pittori spagnoli. In questo contesto, l’amicizia viene declinata come una forma alta di relazione culturale, dialogo e trasmissione di valori. Un’attenzione particolare viene infine dedicata alle nuove generazioni, alle quali la mostra rivolge l’interrogativo fondamentale su cosa significhi oggi eccellere, suggerendo una risposta che lega strettamente la qualità estetica alla capacità di custodire la memoria storica per generare nuove relazioni e costruire il futuro dell’Isola.
PAOLO PILLONCA – La mostra temporanea allestita ad Atzara offre l’occasione ideale per ripercorrere le straordinarie traiettorie biografiche e intellettuali di due figure cardine della cultura isolana contemporanea. Paolo Pillonca, nato a Osilo l’8 ottobre 1942 e scomparso a Cagliari il 25 maggio 2018, ha attraversato la Sardegna vivendo a lungo tra Seui, Nuoro e il capoluogo regionale, considerandosi un sardo a tutto tondo ma profondamente nuorese per origini e sensibilità linguistica. Insegnante di liceo, linguista e antropologo, Pillonca è stato soprattutto un immenso studioso e divulgatore della poesia in limba, disciplina a cui ha dedicato fondamentali saggi e lezioni universitarie tenute negli anni Novanta alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Sassari. La sua carriera giornalistica lo ha visto guidare la redazione nuorese dell’Unione Sarda dal 1979 al 1988, raccontando con rara capacità analitica gli anni più complessi del banditismo e dei sequestri di persona, per poi assumere la direzione dell’Ufficio Stampa della Presidenza della Giunta regionale fino al 2000. Intellettuale eclettico e instancabile, ha collaborato stabilmente con La Nuova Sardegna curando note rubriche, ha fondato la rivista bilingue Làcanas, oggi diretta dal figlio Pier Sandro, ed è stato poeta, drammaturgo, attore cinematografico e paroliere per musicisti del calibro di Piero Marras e Franco Madau, lasciando il segno come uno dei conferenzieri più amati dell’Isola.
ANTONIO CORRIGA – Accanto a questo straordinario percorso fondato sulla parola e sulla ricerca antropologica si colloca la figura di Antonio Corriga, il quale ha condiviso con Pillonca una cerchia profonda di affinità elettive e intellettuali. Corriga ha tradotto in forme visive la medesima Sardegna viva e pulsante raccontata dall’amico giornalista, restituendo attraverso la pittura i volti, i riti, i paesaggi e le atmosfere più autentiche delle comunità interne. Il suo sguardo riconoscibile sulla realtà contemporanea isolana si è intrecciato indissolubilmente con l’opera di Pillonca, rifiutando l’idea di una tradizione immobile o da cartolina e restituendo piena dignità e valore di centralità storica a quel popolo sardo spesso rimasto ai margini dei grandi racconti ufficiali.
