Pratosardo e rinnovabili. Chessa dopo il no in aula: “Nuoro rinuncia al suo futuro”

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Pratosardo e rinnovabili. Chessa dopo il no in aula: “Nuoro rinuncia al suo futuro”

di Salvatore Novellu
venerdì 08 Maggio 2026 - 09:10
Pratosardo e rinnovabili. Chessa dopo il no in aula: “Nuoro rinuncia al suo futuro”

Maura Chessa (foto S.Meloni)

#NUORO – Il dibattito politico cittadino si accende attorno al futuro industriale di Pratosardo, dopo che il Consiglio comunale di Nuoro ha respinto la mozione presentata dalla consigliera Maura Chessa, esponente del gruppo Misto. Il documento chiedeva un impegno formale da parte di sindaco e giunta contro l’inserimento dell’area tra le zone di accelerazione per impianti di energia rinnovabile decise dalla Regione, che ha già previsto l’installazione di un impianto fotovoltaico nel sito. La proposta è stata però fermata dall’assemblea con tredici voti contrari, un’astensione e solo sei voti a favore. Secondo la maggioranza, la richiesta di Chessa risulterebbe superata dalle osservazioni già presentate dal Comune alla Regione, finalizzate ad affermare il ruolo dell’amministrazione nella pianificazione del territorio. Durante il dibattito in aula, l’assessore delle Attività produttive Giuseppe Mercuri ha precisato che il Comune non possiede il potere giuridico per escludere il comparto produttivo dalle zone di accelerazione, poiché la legge nazionale assegna tali competenze alle Regioni e alle Province autonome. Mercuri ha inoltre sottolineato che le zone industriali sono per natura destinate a ospitare tali impianti, ravvisando nella mozione imprecisioni normative. Alle critiche tecniche si sono unite quelle politiche di Francesco Guccini e Giuseppe Soddu, mentre Pierluigi Saiu ha espresso sostegno alla consigliera, lamentando il mancato ascolto preventivo dei cittadini e degli imprenditori locali.

A margine della seduta, Chessa ha diffuso una nota durissima, definendo la bocciatura della mozione un fatto politico gravissimo che testimonia il progressivo isolamento di Pratosardo. Secondo la Consigliera, questa scelta evidenzia una frattura profonda tra l’amministrazione e la comunità produttiva di Nuoro, preferendo logiche autoreferenziali alla costruzione di una posizione condivisa su un tema strategico per lo sviluppo economico e ambientale. Chessa ha denunciato il rischio che l’area diventi una periferia sacrificabile, esposta a processi di sfruttamento decisi altrove senza reali garanzie per chi vi lavora quotidianamente in assenza di servizi e infrastrutture adeguate.

L’esponente del gruppo Misto ha inoltre richiamato la mobilitazione popolare di Pratobello come esempio di difesa del territorio, sottolineando che una comunità dovrebbe avere il coraggio di non trattare la propria terra come semplice merce. Per Chessa, “Il segnale inviato agli imprenditori presenti in aula è devastante, poiché dimostra una rinuncia del Comune a governare il proprio destino”. Nonostante la sconfitta in aula, la Consigliera ha ribadito la volontà di proseguire la battaglia accanto ai lavoratori e agli operatori economici, convinta che “Una città che non protegge le proprie aree produttive e la propria identità stia, di fatto, rinunciando al proprio futuro”.

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