NUORO – Il grido “Torramus a su connottu!” risuona ancora tra le strade di Nuoro, a testimonianza di una lotta che dal 26 aprile 1868 non ha mai smesso di interpellare la coscienza collettiva dell’Isola. Paska Zau, la donna che guidò la rivolta popolare contro la vendita forzata delle terre civiche per difendere il diritto alla sopravvivenza dei più poveri, sarà la protagonista di una giornata di celebrazioni prevista per sabato 26 aprile 2026. L’iniziativa, intitolata “La Memoria Vive”, è promossa dall’Associazione Paskedda Zau APS, guidata dalla presidente Anna Maria Brotzu, con l’obiettivo di sottrarre all’oblio una figura simbolo della resistenza sarda e del riconoscimento del ruolo femminile.
La prima ricostruzione storica del 2017
L’evento si svolgerà presso la dimora ottocentesca di casa Soddu Murru (Sechi-Bullinu), situata in via Chironi, un luogo che richiama direttamente le atmosfere del secolo in cui visse l’eroina nuorese. La manifestazione inizierà alle ore 10:00 con il Piccolo Cantiere de Su Connottu, un laboratorio dedicato ai più giovani che, sotto la regia di Gianluca Medas, si impegneranno nella costruzione di uno spettacolo incentrato sulla memoria storica. Alle ore 12:00 i ragazzi saliranno in scena per animare la piazza, ricalcando simbolicamente i tumulti di un tempo, mentre alle ore 13:00 il momento del pane condiviso trasformerà questo alimento, un tempo simbolo di dignità negata, in un gesto di unione e comunità durante un rinfresco conviviale.

Ricostruzione storica dei Moti de Su Connottu (foto S.Novellu)
Il programma riprenderà nel pomeriggio, alle ore 18:00, con l’appuntamento intitolato “La Memoria si fa Voce“. Gianluca Medas narrerà la storia di Paskedda Zau accompagnato dalle armonie del Coro di Nuoro e dalla chitarra di Mauro Bibelli, in una fusione di parole, canto e musica capace di restituire voce ai fatti del 1868. L’evento, realizzato in collaborazione con la Pro Loco Presidio Turistico Nuorese e il Coro di Nuoro, rappresenta un invito aperto alla cittadinanza per farsi parte attiva di questo racconto collettivo, affinché la vicenda di una donna che rivendicò spazi e diritti non venga nuovamente inghiottita dal silenzio della storia ufficiale.
