Province al bivio: a Nuoro conti solidi ma i tagli statali bloccano il futuro
Nonostante l’approvazione del bilancio 2026 certifichi la solidità contabile della Provincia di Nuoro, il Presidente Giuseppe Ciccolini lancia un grido d’allarme sul futuro dell’ente. Il nodo resta lo squilibrio tra le risorse investite dalla Regione Sardegna e i prelievi forzosi operati dal governo centrale, che di fatto congelano la capacità di manovra sul territorio.
UN TESORETTO NEUTRALIZZATO – Per l’anno 2025, la Provincia può contare su flussi importanti garantiti dalla RAS: oltre 6,3 milioni di euro dal Fondo Unico, circa 1,9 milioni destinati alla viabilità straordinaria e una quota dei 4,8 milioni previsti per il riassetto delle nuove Province. Tuttavia, queste entrate vengono letteralmente azzerate dai tagli statali legati ai contributi alla finanza pubblica introdotti tra il 2012 e il 2014. Si tratta di una riduzione che ammonta a circa 10 milioni di euro, una cifra che lo Stato continua a sottrarre ogni anno alle comunità locali.
IL PARADOSSO FINANZIARIO – Secondo Ciccolini, ci si trova davanti a una situazione paradossale: da una parte Cagliari rafforza il ruolo delle Province con nuovi stanziamenti, dall’altra Roma ne vanifica gli effetti applicando vincoli strutturali. Questo meccanismo impedisce una programmazione reale, costringendo l’ente a operare in un contesto di perenne limitazione economica.
LA MOBILITAZIONE ALL’UPI – La questione del riequilibrio finanziario non resterà chiusa negli uffici. Il Presidente Ciccolini ha annunciato che porterà il caso Nuoro all’attenzione dell’Assemblea nazionale UPI il prossimo 13 maggio. L’obiettivo è compattare il sistema delle Province italiane per chiedere allo Stato la fine della stagione dei tagli e il ripristino delle risorse necessarie a garantire servizi efficienti ai cittadini.
