L’Educazione Sessuale torna alle Medie, ma solo con il “sì” dei genitori

Salvatore

Per la tua pubblicità su Cronache Nuoresi scrivi una mail a: commerciale@cronachenuoresi.it o chiama il n. +39 324 952 7229

L’Educazione Sessuale torna alle Medie, ma solo con il “sì” dei genitori

martedì 11 Novembre 2025 - 09:36
L’Educazione Sessuale torna alle Medie, ma solo con il “sì” dei genitori

Dopo un lungo dibattito in Commissione Cultura-Istruzione sul ddl Valditara in materia di consenso informato, è arrivata la svolta che rimette in gioco un tema controverso: l’educazione sessuale nelle scuole medie. Un emendamento depositato dalla Lega ha fatto decadere il divieto precedentemente stabilito, aprendo la possibilità di trattare argomenti di sessualità e affettività anche in queste classi. Il percorso, tuttavia, non è libero: così come avviene per le superiori, l’insegnamento sarà possibile solo con la firma di un consenso preventivo da parte dei genitori, i quali dovranno essere informati sui temi e sul materiale didattico specifico.

Il Ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, ha respinto con forza le critiche delle opposizioni, definendole “dichiarazioni incomprensibili”. Valditara ha assicurato che “l’educazione sessuale continuerà a essere insegnata nelle nostre scuole a tutti i livelli”, sottolineando che l’educazione all’affettività “non è minimamente toccata da questo disegno di legge”, il cui obiettivo è “difendere i giovani” e favorirne una “crescita equilibrata”. A sostegno della sua tesi, ha citato una rilevazione che attesterebbe come “in oltre il 90% delle scuole italiane superiori si faccia educazione alle relazioni con dei risultati straordinari“.

Il relatore Rossano Sasso (Lega) ha respinto l’accusa di “strumentalizzazione”, chiarendo che la maggioranza non vuole “vietare che in classe si parli di affetto e rispetto”. L’iniziale stesura del ddl aveva sollevato dure contestazioni tra le opposizioni, con la deputata di Avs Elisabetta Piccolotti che lo aveva bollato come misura “oscurantista e puramente ideologica”, e la capogruppo Pd Irene Manzi che citava “moltissimi punti di criticità”.

Pro Vita & Famiglia ha consegnato alla Camera 50mila firme per chiedere l’approvazione “urgente” della norma, definita “liberale e democratica”. La Fondazione Una Nessuna Centomila chiede l’introduzione di un’educazione sessuo-affettiva “sistematica e inclusiva” e, per colmare il vuoto normativo, ha promosso una ricerca sul tema e un corso di alta formazione all’Università Milano-Bicocca per docenti di “ogni ordine e grado”. La Fondazione ricorda come, dal 1975, ben 34 proposte di legge sull’argomento siano state avanzate da diversi schieramenti politici, senza che alcuna sia mai stata approvata, evidenziando la persistente difficoltà del Paese a legiferare su questa materia.

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenta
Sostieni l'informazione libera e indipendente di Cronache Nuoresi