Il gruppo consiliare dei Riformatori Sardi (con Aldo Salaris, Umberto Ticca e Giuseppe Fasolino) ha presentato un’interrogazione urgente alla Presidente della Regione, Alessandra Todde, e all’assessore della Sanità, Armando Bartolazzi, per chiedere un intervento immediato che garantisca l’accesso ai bonus parto a tutte le residenti dei comuni ogliastrini privi di punto nascita, ribadendo inoltre la necessità di riaprire il punto nascita di Lanusei.
Il gruppo consiliare contesta i criteri attuali di assegnazione del beneficio, che si basano esclusivamente sulla distanza temporale dai punti nascita attivi. Secondo Aldo Salaris, questo è un approccio burocratico ingiusto e discriminante, che ignora la realtà territoriale ogliastrina, caratterizzata da strade tortuose e insicure, cantieri, semafori, viadotti e condizioni climatiche avverse. Tale condizione rende spesso impossibile raggiungere i presidi sanitari in sicurezza e nei tempi previsti, esponendo le donne incinte a rischi importanti per la salute propria e del nascituro.
Questa disparità, evidenziata nell’interrogazione, colpisce in particolare le famiglie dei comuni di Gairo, Lanusei, Elini, Villagrande Strisaili, Arzana e Ilbono, attualmente escluse dai benefici. A tal proposito Salaris ricorda che già nel 2023, quando faceva parte della precedente Giunta regionale, era stata prevista con legge l’assegnazione di un contributo alle partorienti residenti nelle zone prive di un punto nascita facilmente raggiungibile entro i tempi stabiliti dalla normativa. Malgrado ciò persistono gravi disparità nell’accesso al contributo.
Pur ribadendo che l’unica soluzione in grado di garantire pienamente il diritto alla salute è l’aumento dei punti nascita sul territorio, in particolare quello di Lanusei, i Riformatori considerano i bonus parto un sostegno concreto per chi è costretto a percorrere lunghi e difficili tragitti. Per questo motivo, il gruppo chiede che il contributo sia esteso quanto prima a tutte le residenti nei territori in cui la ASL è priva di un punto nascita attivo, indipendentemente dalla distanza chilometrica, al fine di assicurare parità di trattamento e di accesso ai servizi sanitari.
