ROMA – Si è spenta serenamente nella mattinata di oggi, 3 marzo, Eleonora Giorgi, attrice iconica del cinema italiano. Aveva 71 anni e da tempo combatteva contro un tumore al pancreas, la cui diagnosi l’aveva spinta a condividere pubblicamente la sua battaglia, lanciando un messaggio di speranza e invitando a non sprecare il tempo.
Ricoverata presso la clinica romana Paideia per le terapie del dolore, le sue condizioni si erano aggravate negli ultimi tempi, rendendole difficile anche compiere brevi spostamenti. La famiglia ha comunicato la sua scomparsa, avvenuta “nell’amore e nell’abbraccio dei suoi figli e dei suoi affetti”.
Eleonora Giorgi ha affrontato la malattia con coraggio e dignità, non perdendo mai la speranza e continuando a lanciare il suo grido d’amore per la vita: “Non c’è futuro per me, ma voglio che tutto succeda il più tardi possibile. Ogni giorno è un regalo”.
Accanto a lei, fino all’ultimo, i figli Andrea e Paolo, l’ex marito Massimo Ciavarro e l’adorato nipotino Gabriele, figlio di Paolo e Clizia Incorvaia, da lei affettuosamente chiamata “nuvola rosa”. Un legame familiare forte, raccontato anche nel libro “Non ci sono buone notizie” scritto da Andrea Rizzoli, che ripercorre l’ultimo anno di vita della madre, da lei stessa definito “l’anno più bello” nonostante la malattia, proprio grazie alla ritrovata unità familiare.
Nata da padre inglese e madre ungherese, Eleonora Giorgi ha sempre mostrato un carattere forte e passionale, un mix di rigore e sentimento che ha caratterizzato la sua vita privata e professionale. Recentemente, parlando della malattia, aveva sottolineato le sue origini “austroungariche”, che l’avevano resa “soldato di me stessa”.
La sua carriera, iniziata negli anni ’70, l’ha vista protagonista di numerosi film di successo, lavorando con registi del calibro di Dino Risi, Sergio Corbucci e Carlo Verdone. Nel 1982 vinse il David di Donatello come migliore attrice protagonista per il film “Borotalco”.
Cinque anni fa, in un’intervista a Raiuno, aveva dichiarato: “Sono cresciuta con il pubblico”. Un pubblico che non l’ha mai dimenticata e che l’ha seguita con affetto anche nella sua seconda vita, lontana dai riflettori.
Con la sua scomparsa, il cinema italiano perde una delle sue figure più amate e talentuose.
