NUORO – La questione del collegamento ferroviario di Nuoro alla rete nazionale gestita da RFI attraversa una fase di profonda evoluzione, segnata da recenti sviluppi normativi e da una rinnovata attenzione verso l’isolamento del territorio. Al centro del dibattito si colloca il nuovo Accordo Quadro Stato/Regione, siglato nel marzo 2026, che impegna ufficialmente RFI a considerare il capoluogo barbaricino non più come un’appendice isolata gestita esclusivamente da ARST, ma come un vero e proprio nodo strategico della rete nazionale. Questo documento, che prevede un incremento del 70% dei servizi ferroviari regionali, rappresenta un passo burocratico significativo, pur lasciando aperta la complessa partita del reperimento delle risorse necessarie per l’apertura effettiva dei cantieri.

Elvira Lucia Evangelista
A tracciare un’analisi dettagliata degli scenari possibili è Elvira Lucia Evangelista, già senatrice della XVIII legislatura, che ricorda come il dialogo con il MIT e RFI sia stato riaperto dopo decenni di silenzio grazie alla spinta del Comitato Trenitalia Nuorese. Secondo l’ex parlamentare, la fase attuale può definirsi burocraticamente intensa ma tecnicamente ancora lontana dalla fase operativa. Sono tre le direttrici che vengono prese in esame per superare il deficit infrastrutturale: la prima riguarda la tratta Nuoro-Abbasanta, considerata l’opzione più concreta e tecnicamente efficiente per agganciare la città alla dorsale sarda attraverso una linea elettrificata a binario unico lunga circa 51 chilometri. Questa opera, che prevede un tracciato complesso tra gallerie e viadotti, è stata inserita come priorità strategica per il quinquennio 2026-2031.
Le altre alternative appaiono più difficili da realizzare o meno competitive. Il collegamento verso Olbia e la costa orientale, pur essendo ambizioso e strategico per il turismo, sconta costi altissimi che superano i 750 milioni di euro con una copertura finanziaria ancora molto bassa, intorno al 15%. Al contrario, l’ipotesi di adeguare l’attuale linea Nuoro-Macomer convertendola allo scartamento standard RFI risulterebbe meno dispendiosa ma scarsamente efficace, poiché i limiti di velocità legati alle curve esistenti non permetterebbero al treno di competere con il trasporto su gomma. In questo quadro, il tracciato diretto su Abbasanta emerge come la soluzione più valida per salvaguardare il diritto alla mobilità dei cittadini e contrastare lo spopolamento della provincia, un obiettivo che richiede una costante pressione istituzionale affinché le promesse dell’accordo quadro si trasformino in investimenti concreti.
