“Inchiesta parlamentare per garantire se è stata garantita l’incolumità della popolazione dopo la fuga di Raduano”
C’era da aspettarselo la scottante inchiesta sulla fuga da Badu ‘e Carros del boss Marco Raduano è passata alla DDA (Direzione distrettuale Antimafia). Da ieri ufficialmente la Procura della Repubblica di Nuoro si è ritirata in buon ordine per lasciare la “risoluzione” del problema delicato alla Dda di Cagliari, che come riporta il cartaceo, fa capo al Procuratore Rodolfo Sabelli che si è fatto trasmettere tutti gli atti di un’ indagine che sarà seguita anche dal sostituito dell’Antimafia Emanuele Secci.
Sempre ieri a Cagliari è stato convocato un vertice delle Forze dell’Ordine per capire dove sia il 39enne boss della mafia garganica, che in modo impeccabile ha fatto sparire le proprie tracce.
La politica. Il deputato del PD Silvio Lai intanto chiede al ministro della Giustizia Carlo Nordio, attraverso un’interrogazione parlamentare, le adeguate risposte a una evasione da un carcere di alta sicurezza che come attestato dal rapporto 2021 dell’associazione Antigone presenta tante falle mai colmate nel tempo oltre ad una carenza di organico da sempre denunciata da sindacati e associazioni. Un atto ispettivo e parlamentare presentato ieri insieme al dem Federico Gianassi: «Abbiamo chiesto di conoscere di conoscere tutte le iniziative adottate anche di carattere straordinario, per garantire la sicurezza delle popolazioni e delle attività commerciali delle aree circostanti alla fuga e se è in corso un’indagine supplementare per valutare eventuali complicità che hanno garantito la fuga del mafioso».
Il Dirpolpen. «Come primo sindacato dei funzionari e dei dirigenti di Polizia Penitenziaria non possiamo che prendere atto della volontà del Dap di avvicendamento temporaneo del comandante del carcere di Nuoro dopo l’evasione del pericoloso detenuto. Ma se realmente il Dap vuole cambiare le cose deve colpire più in alto». Lo sottolinea Daniela Caputo, segretario del sindacato dei Dirigenti del Corpo di Polizia Penitenziaria (Dirpolpen). «Per dimostrare che non è uno slogan pubblicitario, ma la reale volontà di cambiare più che il comandante, il Dap deve rimuovere il direttore, responsabile ultimo dell’istituto, che ha disposto l’apertura delle celle dei detenuti Alta Sicurezza, deve colpire il vertice provinciale, che non ha preso nessun provvedimento negli anni passati quando erano state segnalate le enormi criticità strutturali e organiche che hanno poi causato l’evasione dei giorni scorsi!», continua la sindacalista. «L’Amministrazione Penitenziaria deve smetterla di far finta di niente e di sacrificare sempre l’anello debole, perché la legge è chiara: il comandante di reparto è una figura totalmente priva di alcuna effettiva capacità gestionale, il regolamento di servizio vigente gli attribuisce un semplice potere di proposta nei confronti del Direttore, che è il vero responsabile ultimo della sicurezza» conclude Caputo.
