A Nuoro arriva “Inverti” il cortometraggio sulle mamme e la pandemia

Franceschino Nieddu

A Nuoro arriva “Inverti” il cortometraggio sulle mamme e la pandemia

giovedì 12 Maggio 2022 - 18:19
A Nuoro arriva “Inverti” il cortometraggio sulle mamme e la pandemia

La presentazione di Inverti (foto Franceschino Nieddu)

Sarà proiettato martedì 17 maggio alle  17,30 a Nuoro all′ ISRE la prima del film INVERTI di P.j. Gambioli. In qualche modo il seguito della precedente fatica della regista nuorese “Mamme Fuori Mercato” del 2019.

La presentazione del tour è stata fatta questa mattina nella Sala Consiliare del Comune di Nuoro che ha patrocinato l′iniziativa con l’assessore ai Servizi Sociali Fausta Muroni.

Il progetto itinerante di proiezioni e talk mira a sviluppare il tema “Gli Effetti della pandemia Covid sul lavoro delle donne, sulla genitorialità e sulla salute psicofisica di bambini ed adolescenti”.

In Sardegna saranno 11 comuni fra il Nuorese e il Sassarese che ospiteranno l′evento e sarà l′occasione come è stato detto in sede di conferenza : «Per mettersi in gioco e confrontarsi attraverso le emozioni che emergeranno dal film  che racconta come le  mamme hanno avuto un ruolo centrale durante la pandemia nel dover gestire i bambini»

Sono ancora le donne in questa situazione storica particolare ad avere un ruolo trasversale all’interno della famiglia: mamme, lavoratrici e insegnanti  alla prese con lo smart working e  la didattica a distanza che non sempre si è svolta in modo adeguato per mancanza di strumenti tecnologici e ancora più critica per i ragazzi  con disabilità e le loro madri. Il film non analizza solo il mondo femminile ma getta uno sguardo anche al calderone di sentimenti negativi che abbiamo vissuto durante il periodo della pandemia che ha portato a alterazioni psicologiche, depressioni, suicidi, separazioni, acuito la violenza in famiglia e l’isolamento. La registra nella sua opera cinematografica non ha trascurato nemmeno gli anziani che nel periodo del Covid sono rimasti soli o con le proprie badanti senza la possibilità di ricevere visite, un abbraccio o un gesto concreto d’amore da parte dei loro cari.  Anche in questo contesto emerge una figura femminile che emoziona e fa riflettere lo spettatore, come del resto la regista nuorese fa sempre attraverso i suoi docufilm.

F.Nieddu

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