Ultima spiaggia per la Sanità nuorese: il sottosegretario Costa visita il San Francesco e incontra le associazioni dei malati

Franceschino Nieddu

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Ultima spiaggia per la Sanità nuorese: il sottosegretario Costa visita il San Francesco e incontra le associazioni dei malati

lunedì 04 Aprile 2022 - 23:05
Ultima spiaggia per la Sanità nuorese: il sottosegretario Costa visita il San Francesco e incontra le associazioni dei malati

Il sottosegretario Andrea Costa (foto S.Novellu)

Dopo la visita in mattinata all’ospedale San Franceso di Nuoro, nel pomeriggio il sottosegretario alla Salute Andrea Costa ha incontrato nella sala consiliare del Comune di Nuoro le associazioni dei malati e i comitati popolari territoriali, che da mesi organizzano iniziative in difesa della sanità pubblica per il potenziamento delle strutture periferiche e del capoluogo.

Insieme a Costa, il deputato Mara Lapia (della Commissione sanità), l’assessore regionale alla Sanità Mario Nieddu, e il consigliere regionale Pierluigi Saiu.

GLI INTERVENTI ALLA PRESENZA DEL SOTTOSEGRETARIO COSTA

(immagini di S.Novellu)

Un grido di rabbia e di dolore,  accompagnato da un elenco di denunce delle carenze presenti nel sistema sanitario non solo di Nuoro e provincia ma di tutta la Sardegna, lasciando spazio a momenti di emozione e lacrime ha caratterizzato gli interventi. «La nostra è una richiesta di aiuto»… «La malattia non può aspettare ma cammina veloce, occorre intervenire subito prima che sia troppo, ascoltate la nostra voce, chi vi parla oggi non sa se domani potrà essere ancora qui»; ognuno degli intervenuti ha consegnato copia del proprio discorso al sottosegretario Costa e all’assessore Nieddu.

È stato questo il senso degli interventi, uniti nel desiderio di essere curati nelle strutture esistenti a Nuoro o nella Sardegna Centrale, che in altri tempi rappresentavano delle eccellenze, non potendo accollarsi viaggi in altri ospedali quali Cagliari e Sassari o al Mater Olbia o, peggio ancora, spostarsi nella Penisola. Esistono reparti e strutture che sono stati depotenziati e dequalificati, questo va a scapito di una sanità efficiente ed efficace,  a danno dei cittadini.

Visita a Nuoro del sottosegretario Costa (foto S.Novellu)

Visita a Nuoro del sottosegretario Costa (foto S.Novellu)

Una sanità al collasso: È stato riferito che «non si possono sempre scaricare le responsabilità su chi ha governato precedentemente senza trovare soluzioni immediate»… «In qualche ospedale della Sardegna i pazienti sono stati ricoverati e lasciati nei corridoi, perché i medici erano pochi o impegnati con i malati di Covid, e che certi pazienti sono deceduti per mancanza di cure in attesa di essere operati». «La Sardegna Centrale è un isola nell’isola ci chiediamo dove sono i medici? Si sapeva che molti sarebbero andati in pensione e non c’è stata una programmazione per sostituirli». «Se un malato viene inviato un un altro ospedale come possono i familiari  assisterlo in quelle che sono le esigenze personali?».

Un discorso particolare merita la medicina pediatrica: «molti bambini hanno patologie particolari per le quali occorre non solo lo specialista ma  anche figure di supporto che in alcuni territori non esistono e i familiari devono ricorrere a strutture ambulatoriali private molto costose, perché non possono aspettare anni nelle liste di attesa».

Il sottosegretario Costa e l'onorevole Mara Lapia (foto S.Novellu)

Il sottosegretario Costa e la deputata Mara Lapia (foto S.Novellu)

Altra situazione è quella dei medici di famiglia, ci sono professionisti che hanno chiesto di restare in servizio altri 2 anni, nonostante i raggiunti limiti di età; questa poteva essere una soluzione in attesa che venissero banditi i concorsi per la medicina di base ambulatoriale ma non gli è stato concesso, il risultato è che ai medici in servizio è stato aumentato il numero degli assistiti, da 1200 a 1800. Per non parlare dei tanti paesi che sono rimasti privi del medico di base e in tanti sono stati costretti a sceglierlo in altri luoghi diversi rispetto alla residenza.

L'onorevole Pierluigi Saiu (foto S.Novellu)

L’onorevole Pierluigi Saiu (foto S.Novellu)

La parola è passata ai rappresentanti istituzionali: ha esordito l’onorevole Saiu il quale ha affermato che: «Dobbiamo fare di più, questo incontro è uno stimolo per lavorare di più». A queste parole non sono mancate le contestazioni da parte degli astanti.

L'assessore alla Sanità Mario Nieddu (foto S.Novellu)

L’assessore alla Sanità Mario Nieddu (foto S.Novellu)

É stato poi il turno dell’assessore Nieddu, il quale ha ribadito che occorre dare priorità ai piccoli ospedali, che i concorsi sono stati banditi e che alcuni sono stati ribanditi; occorre che il Governo conceda deroghe alla Regione per il reclutamento e il potenziamento della specialistica, cosi come è importante intervenire sulla formazione e sul numero chiuso in medicina. Bisogna  creare anche i presupposti affinché i professionisti rimangano nel capoluogo barbaricino e non scappino dopo poco tempo. Riguardo alle polemiche sul Mater Olbia, ha precisato che questo è da considerare un ospedale pubblico al pari degli altri. Ha ricordato poi che è stato approvato il piano per la sanità territoriale e che, con le nomine dei direttori generali questi hanno piena autonomia di gestione delle strutture ospedaliere locali. Anche qui non sono mancate contestazioni e osservazioni di dissenso durante il suo intervento.

Il sottosegretario Costa e l'onorevole Mara Lapia (foto S.Novellu)

Il sottosegretario Costa e l’onorevole Mara Lapia (foto S.Novellu)

Costa, infine,  ha precisato che: «Occorre studiare un nuovo sistema sanitario, sentire di più i cittadini. È importante una nuova consapevolezza e responsabilità negli ospedali, studiare una sanità nei territori,  con una maggiore qualificazione dei primari, con incentivi al personale sanitario, perché se un primario è bravo il personale è motivato a lavorare in quell’ospedale anche se distante dalla propria abitazione»

«E poi dobbiamo fare autocritica – ha aggiunto Costa. L’incontro di oggi è già un passo avanti, un momento di ascolto per tornare nei territori. Durante la visita al San  Francesco ho potuto conoscere la sensibilità lavorativa degli operatori e il loro senso di responsabilità e umanità. Questa è una sfida, dobbiamo fare squadra»

La serata si è conclusa con un momento conviviale in piazza Vittorio Emanuele, dove è allestito da mesi il presidio di Vivere a Colori.

F.Nieddu – © Tutti i diritti riservati

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