Una guerra imperialista e reazionaria su tutta la linea. Mobilitiamoci per rifiutare ogni coinvolgimento!

Salvatore

Per la tua pubblicità su Cronache Nuoresi scrivi una mail a: commerciale@cronachenuoresi.it o chiama il n. +39 324 952 7229

Una guerra imperialista e reazionaria su tutta la linea. Mobilitiamoci per rifiutare ogni coinvolgimento!

mercoledì 02 Marzo 2022 - 08:50

All’alba del 24 febbraio, le forze armate dell’imperialismo russo hanno lanciato un attacco su larga scala in Ucraina, colpendo obiettivi militari in diverse località. Le truppe agli ordini di Putin hanno come obiettivo quello di rovesciare il governo ultra-reazionario e filo-USA di Zelensky, per spianare la strada a un governo filo-russo.  Il conflitto si è trasformato in guerra aperta dopo decenni di crescenti tensioni, manovre e provocazioni fra USA/NATO e Russia, ognuno dei quali proclamava di agire “per difesa” e per rendere il mondo “più sicuro”.

Il significato e il carattere di questa guerra sono stati ben definiti dal comunicato della riunione europea della CIPOML: una guerra imperialista, determinata dagli interessi delle grandi potenze.

La causa principale della guerra in atto è la politica guerrafondaia, aggressiva ed espansionistica di allargamento a est della NATO e della UE, di accerchiamento militare della Russia per restringere le sue sfere d’influenza, impadronirsi di risorse naturali, mercati, vie di trasporto energetiche, per indebolirla e minacciarla, impedendo la sua espansione come potenza imperialista euroasiatica. Ciò corrisponde alla strategia dell’imperialismo statunitense, volta a mantenere l’egemonia mondiale sfidata dall’ascesa del socialimperialismo cinese, alleato della Russia.

L’intervento russo in Ucraina, che condanniamo in linea di principio per il suo carattere e le pesanti ripercussioni sulla popolazione civile, è il risultato delle crescenti contraddizioni interimperialiste che si sono aggravate a seguito della crisi economica e sanitaria, della situazione politica nei diversi paesi.

Mentre cresceva l’appetito per depredare le ricche risorse dell’Ucraina e utilizzarla come trampolino di lancio contro la Russia, Putin, spinto in un angolo dalla intransigente politica bellicista di Biden, ha imboccato la via dell’aggressione all’Ucraina, i cui corrotti governanti sono stati armati, incoraggiati all’adesione alla NATO e allo scontro. Ma una rapida soluzione militare, per nulla scontata, può trasformarsi in una vittoria di Pirro.

La retorica di Putin sul riconoscimento delle repubbliche di Donetsk e Lugansk, sulla denazificazione dell’Ucraina (mentre la Russia pullula di fascisti come Dugin e Ilyn, esaltati dallo stesso Putin), così come le vergognose calunnie su Lenin, Stalin e il partito bolscevico che hanno sempre difeso il diritto di autodeterminazione delle nazioni, servono a coprire ideologicamente un’operazione militare a sostegno degli interessi del capitale monopolistico russo, a rafforzare lo sciovinismo grande russo nelle retrovie e l’espansionismo imperialista all’estero, a consolidare il potere di un’oligarchia capitalista mafiosa di cui il neo-zarista Putin è il massimo rappresentante.

Da parte loro gli sciacalli al governo nei paesi imperialisti che gridano a difesa della “integrità territoriale dell’Ucraina”, e si sbracciano per la “democrazia e la pace” sono gli stessi che hanno fatto a pezzi la Jugoslavia, l’Iraq, la Siria, la Libia, lo Yemen, suscitato guerre per procura, etc., e che ora trovano l’esca per far dimenticare i loro crimini e consolidare il blocco della NATO.

La guerra in corso non è una guerra giusta, di emancipazione dei lavoratori e di liberazione dei popoli. E’ una guerra reazionaria, barbara, di Stati imperialisti, di gruppi finanziari, di monopoli energetici e delle armi, di capitalisti che si sono arricchiti a dismisura durante la pandemia.

In Ucraina non si combatte per gli interessi della classe operaia, ma per quelli di potenze imperialiste fra loro rivali, nemiche dichiarate dei proletari di tutti i paesi. Chi trae vantaggio da questo conflitto sono le classi dominanti, i reazionari e i guerrafondai, non i lavoratori e i popoli.

Il proletariato non può appoggiare o schierarsi con nessuna delle parti in lotta, tanto meno con la “propria” borghesia. Lotta invece contro la guerra e le occupazioni imperialiste, contro la borghesia del “proprio” paese e di quelli “stranieri”, solidarizza con tutti i lavoratori e popoli oppressi, vittime delle aggressioni.

La guerra non offre tuttavia una via di uscita dalle contraddizioni capitalistiche, ma aggrava ancor più i rapporti internazionali. Le sue conseguenze saranno rilevanti e di lunga durata. Sul piano economico l’aumento dei prezzi dell’energia determinerà stagnazione e ricadrà sulle spalle delle masse popolari. Sul piano politico, assieme allo sfacelo del sistema dei trattati di pace si rafforzerà il nazionalismo aggressivo. Sul piano militare, se un paese della NATO dovesse rispondere all’azione militare russa, un conflitto di dimensioni più ampie sarebbe alle porte.

La nuova divisione del mondo con la forza, il ridisegno delle sfere d’influenza col ferro e col fuoco, coinvolge anche l’Italia imperialista. La borghesia ha trasformato da decenni il nostro paese in una piattaforma geo-strategica per il dispiegamento delle forze militari statunitensi e NATO; ha assecondato per i propri interessi i disegni guerrafondai del Pentagono e della UE.

Il governo Draghi partecipa attivamente ai piani della NATO che mirano ad accerchiare la Russia nei Balcani, nel Baltico, nel Mar Nero. Invia truppe, aerei, navi, armi letali nell’area del conflitto. Le basi d’attacco USA e NATO presenti in Italia sono operative nella guerra in corso. Ciò comporta che il nostro paese può diventare il bersaglio di possibili ritorsioni. Questo mentre l’aumento di gas e carburanti, le crescenti spese militari e i contraccolpi delle sanzioni, determinano perdita del potere di acquisto dei salari, licenziamenti, povertà dilagante, taglio ai residui servizi e diritti sociali.

Gli operai, i lavoratori, i disoccupati non devono lasciarsi irretire dalla propaganda di guerra diffusa dai media che oscurano ogni notizia sulla realtà che vivono le masse, dai roboanti e ipocriti discorsi sugli “interessi nazionali e l’integrità territoriale”, sugli “obblighi internazionali”, ma reagire e alzare la voce contro le politiche imperialiste, per la pace, per un futuro diverso e migliore.

Occorre sviluppare la lotta e l’unità per il miglioramento delle condizioni di lavoro e di vita, per l’occupazione, gli aumenti di salario e lo sviluppo dei servizi sociali e sanitari, la difesa dei diritti dei lavoratori, collegandola strettamente alla lotta contro il coinvolgimento del nostro paese nei piani di guerra USA-NATO-UE, per l’uscita dalla Alleanza Atlantica e da ogni altra alleanza bellicista, contro il riarmo e le spese miliari, per il ritiro immediato delle truppe inviate all’estero, la cessazione immediata della guerra e degli interventi imperialisti.

È essenziale continuare a dar vita ad azioni di protesta e manifestazioni di piazza, stabilendo una chiara piattaforma contro la guerra imperialista, così come è necessario realizzare assemblee e scioperi nei luoghi di lavoro, infrangendo la pace sociale voluta dai capi riformisti, opportunisti e reazionari che appoggiano il governo Draghi e la politica di guerra.

Il capitale è una forza internazionale, per batterlo è necessario combattere ogni sciovinismo, ogni patriottismo borghese e difendere l’unità di classe, l’eguaglianza degli operai di tutte le nazionalità contro gli sfruttatori, l’internazionalismo proletario.

L’imperialismo è guerra, ma la guerra matura le condizioni per le battaglie rivoluzionarie del proletariato. Lottiamo per la pace tra i popoli, per un mondo basato sulla fraternità e la cooperazione, sulla vera uguaglianza e democrazia, senza sfruttamento dell’essere umano sull’essere umano e sulla natura; lottiamo per una nuova e superiore società che chiamiamo con il suo nome: il socialismo, prima tappa del comunismo. La necessità di un Partito indipendente e rivoluzionario del proletariato è sempre più impellente.

Piattaforma Comunista – per il Partito Comunista del Proletariato d’Italia – Collettivo Comunista (marxista-leninista) di Nuoro,

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenta
Sostieni l'informazione libera e indipendente di Cronache Nuoresi