Come prevedibile, la prescrizione di sottoporre a screening antigenico la popolazione studentesca prima del rientro a scuola dopo le festività natalizie, prescrizione emanata dal presidente della Regione Christian Solinas solo in tarda notte alla vigilia della Befana, si sta dimostrando irrealizzabile per vari motivi: innanzitutto i tempi troppo ristretti per una campagna di così ampio respiro – parliamo di due soli giorni per testare circa 200mila persone, tra studenti e personale docente e non docente – , e poi per ovvie ragioni logistiche. Ieri c’è stato un vertice tra le diverse ASL territoriali e l’assessore MArio Nieddu per organizzare in 24 un’attività di screening che in tempi normali avrebbe richiesto almeno un mese di lavoro.
La gestione dello screening è stata affidata ai neoeletti direttori delle ASL. Le modalità di esecuzione, poi, sono di tre tipi: in alcuni casi l’ATS – ARES ha rifornito i Comuni dei test antigenici, che operano in maniera autonoma, con personale scelto da loro; in altri casi, si stanno mettendo su dei piccoli hub, simili anche nelle modalità di test a quelli della campagna Sardi e Sicuri (in genere direttamente nelle scuole) sotto diretto coordinamento delle ASL con i dipartimenti di prevenzione; nel terzo caso si stanno convocando studenti e personale docente e non docente nelle scuole, dove opereranno piccole squadre inviate direttamente dalle ASL. Tutti i tamponi sono nasali, chi verrà trovato positivo sarà poi sottoposto a quello molecolare.
Gli unici distretti in cui la campagna è già partita sono quella di Macomer e quella di Sorgono.
Nel distretto di Nuoro si sta optando per la distribuzione dei test ai Comuni, i cui Sindaci si stanno occupando del coordinamento della campagna. A Nuoro città la situazione sembra essere ancora in alto mare essendo il coordinamento in parte in capo al distretto di Nuoro e in parte al servizio di Igiene pubblica, per cui, già convocare un numero così alto di persone in tempo utile risulta praticamente impossibile, inoltre, stando ai dati che emergono dai tamponi processati in queste ore al San Francesco, in cui circa il 20% dei test fornisce esito positivo, lo scenario che si prospetta non è dei migliori, soprattutto pensando che una grossa fetta degli studenti è pendolare e quindi, si può immaginare i rischi che può comportare rimetterli in viaggio verso le scuole.
A questo punto è praticamente impossibile che le scuole riaprano lunedì con tutti gli studenti in presenza. Intanto i presidi degli istituti scolastici nei giorni scorsi hanno firmato un documento dove si chiede a prescindere dallo screening degli studenti, la riapertura delle scuole in DAD, opzione che in questo momento di brusca crescita dei contagi da Covid sarebbe quella più oculata.

