Dall’Università di Ferrara alla Sardegna: Life Regs II per trasformare gli scarti del granito in risorsa

Sonia

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Dall’Università di Ferrara alla Sardegna: Life Regs II per trasformare gli scarti del granito in risorsa

domenica 07 Novembre 2021 - 10:44
Dall’Università di Ferrara alla Sardegna: Life Regs II per trasformare gli scarti del granito in risorsa

Il progetto Life Regs II è stato promosso dall’Unione Europea per il Greeen Deal per un approvvigionamento più sicuro e sostenibile di minerali industriali e materie prime critiche.  «Il suo obiettivo è realizzare una tecnologia innovativa con cui, a partire da sfridi di granito, cioè dagli scarti residui dell’attività estrattiva, si possano produrre minerali fondenti per l’industria ceramica» spiega Carmela Vaccaro professoressa del dipartimento di Scienze dell’Ambiente e della Prevenzione dell’Università di Ferrara nonché guida del progetto.

«Ad esempio i feldspati alcalini, ingredienti degli impasti ceramici, il quarzo, utilizzato per i pannelli solari, e altri elementi utili contenuti nei minerali accessori che possono acquisire valore ai fini estrattivi» aggiungono Federico Spizzo ed Elena Marocchino del dipartimento di Fisica e Scienze della Terra di Unife. Teatro del progetto sono le cave di Buddusò, paese in provincia di Sassari, dove la produzione del granito genera un quantitativo enorme di rifiuti e connota le aree attorno alle cave estrattive in termini paesaggistici, sociali ed economici.

Life Regs II prevede anche il recupero del suolo usato dalle discariche, la progettazione  del paesaggio e il recupero delle aree, per destinarle alla valorizzazione del parco archeologico situato in prossimità del polo estrattivo caratterizzato da siti nuragici e prenuragici.

«Cruciale è la creazione di collaborazioni proficue e durature tra scienza, imprese e autorità pubbliche, che possano promuovere l’esportazione del modello in altri siti italiani ed europei, con l’obiettivo ultimo di creare e valorizzare nuove opportunità per preservare le risorse per le future generazioni» sottolinea la professoressa Vassaro.

Giuseppina Contieri

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