Padre Alex Zanotelli presente alla sentenza di condanna di Mimmo Lucano ha affermato “Lucano ha salvato gli ultimi contro di lui un processo politico la sua è una condanna assurda. Quando ho saputo ho pianto, ha praticato la non violenza come Martin Luther King”
Anche l’AIFO Amici di Raoul Follereau, con un comunicato della presidenza nazionale esprime il proprio sdegno nei confronti della sentenza di condanna del sindaco di Riace Mimmo Lucano da sempre impegnato nelle solidarietà nei confronti degli ultimi di chi è vittima di guerre che non gli appartengono verso i quali abbiamo un dovere umano di accoglienza e solidarietà.
L’AIFO, che parteciperà a tutte le iniziative di solidarietà nei confronti di Mimmo Lucano, ha appreso con molta sofferenza della sua condanna. AIFO ha conosciuto ed incontrato Mimmo Lucano, sindaco dell’accoglienza, a Riace nel 2017, una occasione ricca ed emozionante per conoscere e valutare, positivamente, in loco ed in modo approfondito, il lavoro che aveva fatto e stava facendo quella comunità a favore delle persone migranti.
“Restiamo quindi ancora di più colpiti da questa sentenza. Non possiamo comunque non rilevare, proprio per questa conoscenza del lavoro fatto a Riace, che ci sono sentenze che si devono giudicare non solo dall’esame degli atti processuali, ma anche per gli esiti che hanno nell’immediato sull’opinione pubblica. In questo quadro pensiamo che dietro a questa sentenza ci sia una visione distorta della legalità, che va aldilà dell’analisi, doverosa, delle sue motivazioni tecniche e formali”.
“Lucano ha costruito a Riace, in una situazione oggettivamente e complessivamente difficile, in una terra di confine, un modello di accoglienza e di inclusione solidale e rispettoso delle persone, che va oltre eventuali errori burocratici e formali. La giustizia dovrebbe rispettare sempre questo livello sociale e solidale, che aiuta la società intera s superare momenti difficili e di crisi. Anzi la giustizia dovrebbe essere sempre parte integrante di questo lavoro di costruzione di un modo di convivere civile ed accogliente, perché è un lavoro che la società fa per difendersi, crescere, salvare vite umane e rispettare i diritti universali. Se non si rispettano questi principi una sentenza rischia di trasformarsi unicamente in un esercizio distorto del potere, in questo caso di violenza gratuita e di condanna contro una comunità accogliente, e non di monitoraggio della formale correttezza amministrativa, peraltro a favore di minori e persone fragili ed emarginate”.
“Certamente attendiamo le motivazioni, ma non si può non rilevare come questa sentenza nell’immediato è unicamente uno strumento di lotta a quel modello di accoglienza inclusivo e solidale, rispettoso dell’uomo e dei suoi bisogni. Che è anche il nostro modello. Per questo ci sentiamo profondamente indignati e pienamente vicini a Mimmo Lucano di fronte a questa condanna assurda di un modello di accoglienza e di una voce libera”.
F.N.
