Il movimento scolastico insorge: “No al green pass si ai test salivari”

Sonia

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Il movimento scolastico insorge: “No al green pass si ai test salivari”

mercoledì 25 Agosto 2021 - 17:08
Il movimento scolastico insorge: “No al green pass si ai test salivari”

A metà settembre ci sarà il primo suono della campanella e la maggior parte degli studenti in Sardegna torneranno sui banchi di scuola.
C’ è un movimento di insegnanti nato su WhatsApp che  lotta per la tutela dei diritti fondamentali  e che, considera una violazione il green pass ,obbligatorio dal 1 settembre per il personale scolastico e universitario e gli studenti universitari.
«La Certificazione deve attestare di aver fatto almeno una dose di vaccino oppure essere risultati negativi ad un tampone molecolare antigenico o rapido nelle 48 ore precedenti oppure essere guariti da Covid-19 nei sei mesi precedenti» dice la referente Claudia Fiorbelli.
La docente sottolinea che non sono no-vax ma si pretende chiarezza sui vaccini sui quali è lecito avere dubbi e timori. «È vero che chi fa il vaccino ha meno probabilità di ammalarsi, ma il tampone antigenico non può rappresentare l’unica alternativa. Il problema non è la caccia all’untore ma la salvaguardia dei diritti. Sta alla sensibilità di ognuno di noi se contribuire a questa campagna vaccinale oppure avere delle riserve fino a quando la scienza medica non offre maggiori garanzie. Non ci si può sottoporre ogni 48 ore ad un tampone, mentre chi è vaccinato potenzialmente può contagiare o contagiarsi. Chi controllerà il passaporto verde dei dirigenti scolastici e dsga? Presidi come ispettori per la salute: tutto ciò non è ammissibile, i presidi svolgono un compito di leadership educativa e pedagogica, ogni distrazione potrebbe causare un danno e non può essere individuato il dirigente per un adempimento che non attiene al suo ruolo».
« Ad oggi in Sardegna, il personale scolastico vaccinato rappresenta il 67,07%, una tra le regioni d’Italia che annoverano il più basso numero di immunizzati. Manca poco all’inizio del nuovo anno scolastico, sappiamo che l’immunizzazione da sola non è sufficiente per scongiurare l’ipotesi di quarantene e chiusure delle scuole a fronte della positività di studenti, insegnanti o personale degli istituti. I tamponi salivari molecolari possono essere un valido supporto per monitorare la situazione delle comunità scolastiche ed evitare il ricorso alla didattica a distanza. Auspichiamo che le Regioni e la Regione Sardegna possano optare per scelte simili e contare sul sostegno finanziario dello Stato» dice Claudia Fiorbelli e  conclude: «Noi vogliamo i test salivari a campione sugli studenti che torneranno in classe, ma anche il personale scolastico deve essere coinvolto nello screening. Bisogna scongiurare la tortura del fastidioso, doloroso e rischioso tampone molecolare ogni 48 ore, qualcosa di disumano! Il test salivare è di semplice utilizzo: il tampone somiglia ad un “lecca-lecca” che si inserisce in bocca e la spugnetta assorbe la saliva. Noi vogliamo lo screening per tutti, estendiamolo a tutte le scuole!»

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